mercoledì 25 ottobre 2017

HALLOWEEN


[ da una intervista di padre Amorth, recentemente scomparso, che fu il decano degli esorcisti della Chiesa cattolica ].

“Festeggiare la festa di Halloween è rendere un osanna al diavolo. Il quale, se adorato, anche soltanto per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona. Allora non meravigliamoci se il mondo sembra andare a catafascio e se gli studi di psicologi e psichiatri pullulano di bambini insonni, vandali, agitati, e di ragazzi ossessionati e depressi, potenziali suicidii.

Mi dispiace moltissimo che l’Italia,come il resto d’Europa, si stia allontanando da Gesu’ il Signore e, addirittura,si metta a omaggiare satana”, dice l’ esorcista secondo il quale ”la festa di Halloween e’ una sorta di seduta spiritica presentata sotto forma di gioco.


L’astuzia del demonio sta proprio qui. Se ci fate caso tutto viene presentato sotto forma ludica, innocente. Anche il peccato non e’ piu’ peccato al mondo d’oggi. Ma tutto viene camuffato sotto forma di esigenza, liberta’ o piacere personale. L’uomo  e’ diventato il dio di se stesso, esattamente cio’ che vuole il demonio”.

lunedì 23 ottobre 2017

MAESTRI DI PERFIDIA



L'accusa di antisemitismo è una delle più infamanti che oggi possano essere scagliate contro chiunque e, una volta lanciata, non c'è carriera o personalità che non ne risulti fortemente danneggiata. La gente, in Europa, ne è letteralmente terrorizzata. E anche se il lancio di un tale epiteto non distrugge il malcapitato di turno, impone comunque un rapido cambio di rotta. Ammesso dunque che una tale paura esista, sarebbe strano se non venisse usata. È il caso per esempio, come riporta lo scrittore Israel Shamir, delle recentissime elezioni austriache. Durante la campagna elettorale, il Partito Socialdemocratico austriaco (SPÖ) ha assunto un faccendiere israeliano, Tal Silberstein, per infangare il suo avversario Sebastian Kurz. Silberstein ha creato una pagina Facebook a nome di Kurz e lì ha pubblicato forti invettive antiebraiche, ha organizzato un gruppo fan di Kurz pieno di slogan inneggianti al nazionalsocialismo. L’idea era che gli austriaci si prendessero paura e non votassero Kurz.

Quest’ultimo ha però capito la mossa chiedendo ai moderatori di Facebook di fermarla. Di solito FB è celere a bloccare roba bollata come "nazista". E una falsa dichiarazione di identità viene solitamente risolta in un tempo molto breve. Qui, però, il signor Zuckerberg e i suoi lacché hanno indugiato parecchio, riluttanti a oscurare la denuncia di Silberstein nei confronti di un supposto "antisemita". Kurz è stato fortunato perché Silberstein era stato arrestato in Israele per reati legati alla corruzione. Poi FB si è svegliata e ha rimosso le pagine e i gruppi creati da Silberstein. Ma questo può essere considerato il classico colpo di fortuna: se fosse stato arrestato altrove, lo si sarebbe considerato vittima di antisemiti e le sue insinuazioni sarebbero rimaste intatte.

Il signor Silberstein, un esperto diffamatore, è noto per aver fatto altre cose del genere: era stato precedentemente collegato a reati legati alla corruzione, quando guidò la campagna per Julia Timoshenko, la famosa politica ucraina. Lei andò in prigione, lui tornò in Israele. In Austria, ha avuto un sacco di disgrazie: gli hacker hanno pubblicato la sua corrispondenza con l'SPÖ, i cui leader si sono dovuti dimettere e così l'SPÖ ha perso le elezioni.



Il tentativo di Silberstein di far passare Kurz per un antisemita era quindi fallito, ma lui ha continuato a bollare come tale un altro politico austriaco, il leader dell'FPÖ Heinz-Christian Strache. Gli austriaci se ne sono fregati e hanno comunque preferito questi due partiti, la lista di Kurz e la FPÖ, nonostante il presunto antisemitismo, e hanno punito l’SPÖ, il partito kosher.

Ma oltre il lieto fine c'è però anche un ulteriore sviluppo dell'evento, che ricorre piuttosto spesso. Per sottrarre sé stessi e i propri partiti dalla denuncia ebraica, i due leader hanno giurato fedeltà a Israele. Si sono recati (separatamente) nello Stato ebraico, hanno fatto delle foto con Netanyahu e al memoriale dell’Olocausto e si sono profusi in continue dichiarazioni su quanto amino e apprezzino quel paese.

L’accusa di antisemitismo è una situazione win-win per gli ebrei. Se un politico non fa quel che gli ebrei vogliono lo bollano come antisemita cosicché lui poi: 1) è costretto a fare quello che loro desiderano e/o 2) giuri fedeltà a Israele. Nel primo caso è un liberale, nel secondo un nazionalista. In entrambi i casi è sempre il banco a vincere.

Paolo Sensini




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REQUIEM PER UN GENOCIDIO


Secondo l’ONU, nel 2050 almeno 20 milioni della popolazione italiana dovrà essere composta da immigrati. Non è una semplice previsione, ma un progetto scritto nero su bianco di cui vediamo ogni giorno un passo in avanti.

L'ossessione del governo PD per lo ius soli, che è solo uno dei vari tasselli del puzzle, s'inserisce in questa manovra di sostituzione etnica. Per questo figure come la Boldrini & soci sono stati catapultati dall'ONU ai vertici delle istituzioni.

Un assurdo anche da un punto di vista strettamente sociale, considerato che il 50% dei giovani languono nel limbo della disoccupazione. Ma agli autocrati del Partito-Stato di questo non frega nulla: a loro interessa solo arruolare nuova "carne umana" per mantenere i privilegi di cui godono e trasformare la società in un campo di battaglia votato alla mera sopravvivenza.

Il disegno non riguarda tuttavia la sola Italia, ma è un progetto d'ingegneria sociale che l'ONU e gli organismi internazionali pianificano per l'Europa intera. La scusa è che in questo modo si contrasta il "crollo demografico di cui è preda l'Occidente". Ma la crescita demografica in sé non è affatto sinonimo di ricchezza e progresso, altrimenti l’Africa non sarebbe l’Africa. Tutto dipende dalla "qualità" della popolazione e dal tipo di rapporti sociali vigenti in essa, non da un semplice problema numerico.

O capiamo questo altrimenti, per usare un'immagine pregnante tratta dal capolavoro di George Orwell, "se vuoi un simbolo figurato del futuro immagina uno stivale che calpesta un volto umano... per sempre".

Paolo Sensini


LIBRI PER APPROFONDIRE :


LA TELA DEL RAGNO


György Schwartz, meglio noto come George Soros, è fondatore e presidente del Quantum Group.

Con i suoi fondi speculativi ha accumulato cifre stratosferiche, pari a bilanci di interi Stati, che Soros ha impegnato nel corso degli anni per destabilizzare Paesi e società a lui non graditi.

Ora, come riferisce il "Wall Street Journal", lo speculatore internazionale annuncia che destinerà 18 miliardi di dollari alla famigerata Open Society Foundations, attraverso la quale ha realizzato i suoi maggiori progetti d'ingegneria sociale in giro per il mondo. Siccome negli ultimi anni i suoi sforzi si sono concentrati a incentivare le cosiddette "rivoluzioni colorate" e la società multietnica-multiculturale, è assai probabile che sia questo il fronte sul quale intenda riversare gran parte delle sue cospicue fortune.

Se questo è vero, e non abbiamo motivo per dubitarne, ciò che si è visto finora costituisce solo un antipasto rispetto allo tsunami migratorio che ci aspetta nei prossimi anni.

Paolo Sensini




PER APPROFONDIMENTI :


lunedì 16 ottobre 2017

IDEOLOGIA DELL' ARDITISMO

Molti storici cominciano ad ammettere, sia pure a malincuore, che lo squadrismo fascista fu –con il Risorgimento- la massima manifestazione di giovinezza vincente nella storia italiana.

Certo, giovani vi furono anche nella Resistenza e, scalando di livello, essi furono i protagonisti del ’68, ma si trattò, in entrambi i casi di avvenimenti conclusisi con la sconfitta dei protagonisti, nella sostanza, aldilà delle apparenze nel primo caso, totale ed evidente nel secondo.

Per una singolare coincidenza mi capitano sottomano due brani, il primo di Antonio Gramsci e il secondo di Ferruccio Vecchi, scritti pressocchè in contemporanea, che dimostrano il diverso approccio dei “conservatori” comunisti e dei “rivoluzionari” fascisti alla irrequieta gioventù del dopoguerra, a quegli adolescenti irrequieti che ambedue chiamano, con spirito diverso, “monelli”.

GRAMSCI (Avanti 16 novembre 1918):

 “Se il nostro proletariato non avesse saputo, in questi giorni (allude a manifestazioni e comizi torinesi ndr), frenare i moti della sua anima, se si fosse lasciato prendere dalla voluttà di far sentire la potenza dei suoi muscoli tesi, esso, anziché dare spettacolo di forza, avrebbe dato segno di debolezza, siccome l’uomo maturo offenderebbe se stesso se raccattasse l’insulto del primo monello di strada”.


VECCHI (“Arditismo civile”, 1920):

“Il sentimento italiano lo dobbiamo cercare non più nemmeno nel giovane (20-30 anni) ma nel giovanissimo (15-20 anni). Scorgo nel monello di 15-18 anni d’oggi qualcosa di più impaziente e di costruttivo che non scorgessi nel monello di prima della guerra e che questa ha stancato, il monello d’oggi vuole fare qualcosa, assolutamente qualcosa, ed i suoi occhi sono più chiari e brillano di malcelata passione. Non gli si può rimproverare di non aver fatto la guerra, poiché egli l’ha fatta con tutta l’anima”.


Giacinto Reale



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venerdì 13 ottobre 2017

LA MONETA UNICA, NEL 1941


“E’ per questo che, nella prospettiva della ricostruzione economica che dovrà seguire alla fine di questa guerra, si inserisce il problema della creazione di una o più monete a carattere internazionale, affinchè le economie dei singoli Paesi tornino ad essere quanto più possibile intercomunicanti, anche se non interdipendenti”.

E’ un brano della pubblicazione ”Oro e lavoro nella nuova economia”, edita nel 1941 dall’Istituto Nazionale di Cultura fascista, a cura di Camillo Pellizzi, e ristampata dalle Edizioni della Lanterna dell’amico Edoardo Longo nel 2014 con il titolo “ in guerra contro l’ oro”.

Anche se la prospettiva di fondo è radicalmente diversa, dimostra che il problema della moneta unica già si poneva allora, guerra durante.

Giacinto Reale


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martedì 10 ottobre 2017

I NUOVI KULAKI


Mentre i mentecatti scioperano per lo ius soli,  il paese è sempre più alla deriva. Non c’è bisogno di scioperare per farsi venir fame…. Ci sono milioni di Italiani che fanno già la fame …
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Le famiglie che vivono grazie ad un reddito da lavoro autonomo sono quelle più a rischio povertà . Nel 2015, infatti, il 25,8 per cento dei nuclei familiari di questa categoria è riuscita a vivere stentatamente al di sotto della soglia di rischio povertà calcolata dall’Istat.

Praticamente una su quattro si è trovata in seria difficoltà economica.

Per i nuclei in cui il capofamiglia ha come reddito principale la pensione, invece, il rischio si è attestato al 21 per cento, mentre per quelle che vivono con un stipendio/salario da lavoro dipendente il tasso si è fermato al 15,5 per cento

In buona sostanza, i dati presentati dall’Ufficio studi della CGIA ci dicono che la crisi ha colpito soprattutto le famiglie del cosiddetto popolo delle partite Iva:ovvero dei piccoli imprenditori, degli artigiani, dei commercianti, dei liberi professionisti e dei soci di cooperative. Il ceto medio produttivo, insomma, ha pagato più degli altri gli effetti negativi della crisi e ancora oggi fatica ad risalire la china, visto che di “ Ripresa” non si può parlare, quando il ceto medio produttore di reddito è alla fame…..

“A differenza dei lavoratori subordinati – fa notare il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – quando un autonomo chiude definitivamente l’attività  e non dispone di alcuna misura di sostegno al reddito. Perso il lavoro ci si rimette in gioco e si va alla ricerca di una nuova occupazione. In questi ultimi anni, purtroppo, non è stato facile trovarne un altro: spesso l’età non più giovanissima e le difficoltà del momento hanno costituito una barriera invalicabile al reinserimento, spingendo queste persone verso forme di lavoro completamente in nero”.



Molti sono stati spinti pure al suicidio : si tenga presente che i giornali eseguono gli ordini del padrone ( assassino) e  censurano ormai da anni, come accade anche in Grecia,  le notizie dei suicidi del lavori autonomi, negozianti e piccoli imprenditori a causa della incipiente povertà.

Nessuno fa lo sciopero della fame per il loro assassinio “ bianco”…. Nessuno impone dall’ alto dei pulpiti vaticani alcun moto di solidarietà , “ misericordia” e “ accoglienza” , anzi vengono pure additati come orridi peccatori e criminali evasori fiscali, mentre – se non pagano qualcuna delle immonde centinaia di tasse imposte dal “ sistema Italia” – lo fanno per non morire di fame loro ed i loro figli.

Mi ha confidato un piccolo commerciante cattolico osservante di essersi confessato da un sacerdote cattolico ( del “ nuovo corso “ vaticano, evidentemente ) e ha  ammesso ,contrito, di aver compiuto piccole evasioni fiscali per sopravvivenza : si è sentito negare la assoluzione dal sacerdote, concessagli solo dopo la solenne promessa di non evadere più “ a costo di far patire la fame ai figli piccoli”.

Il poveretto, sotto timore di essere cacciato dal confessionale e di finire all’ inferno per questo , disse proprio così, fece proprio questo proposito  ...e il sacerdote non trovò nulla da replicare, evidentemente approvando il “ buon” proposito del reprobo evasore.

E’ quindi moralmente corretto far patire la fame ai propri  figli ( quel negoziante non incassava più di 700 – 800 euro al mese ..) per riempire le tasche ai politici corrotti del “ sistema Italia” e per far ingrassare le cooperative vaticane e sinistre con il lucroso traffico dell’ importazione di negri, la cui utilità sociale è pari a zero ?

L’ episodio è rigorosamente vero. Va soggiunto che il poveretto ha continuato ad evadere per non togliere il cibo di bocca ai figli , solo che  ora non osa più tornare in Chiesa e si sente un dannato che cammina in terra….Complimenti ! Siete riusciti a rendergli la vita in terra  un inferno e pure a togliergli la speranza del Paradiso in Cielo ! Miracoli della nuova pastorale vaticana appaiata al sinistrismo buonista e comunistoide  e del suo discernimento “ misericordioso”…

I lavoratori autonomi sono i nuovi “ kulaki”, cioè le nuove vittime di una ideologia comunista ed euro-  plutocratica, come lo furono i “kulaki”, il ceto medio che Stalin fece sterminare in Russia per imporre la collettivizzazione comunista. In questa circostanza storica non hanno neanche l’ aiuto spirituale della Chiesa, in tutt’ altre faccende affaccendata….

E i suicidi aumentano. L’ importante è pagare le tasse….



Dalla CGIA fanno notare che, al netto dei collaboratori coordinati continuativi, dal 2008 ai primi 6 mesi di quest’anno lo stock di lavoratori autonomi (ovvero, i piccoli imprenditori, gli artigiani, i commercianti, i liberi professionisti, i coadiuvanti familiari, etc.) è diminuito di 297.500 unità (-5,5 per cento). Sempre nello stesso arco temporale, la platea dei lavoratori dipendenti presenti in Italia è invece aumentata di quasi 303.000 unità (+1,8 per cento) .

Prosegue il coordinatore dell’Ufficio studi, Paolo Zabeo:

“Fino ad una decina di anni fa aprire una partita Iva era il raggiungimento di un sogno: un vero status symbol. L’opinione pubblica collocava questo neoimprenditore tra le classi socio-economiche più elevate. Oggi, invece, non è più così: per un giovane, in particolar modo, l’apertura della partita Iva spesso è vissuta come un ripiego o, peggio ancora, come un espediente che un committente gli impone per evitare di assumerlo come dipendente”. (CGIA Mestre 7 ottobre 2017).

La fortuna oggi è il pubblico impiego : parassita fra i parassiti, felice, nel blu dipinto di blu,  succhiando il sangue altrui…..

E sia Rivoluzione, una buona volta, se in Italia non si è già tutti " rane bollite"....


Reporter


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lunedì 9 ottobre 2017

TROMBONI DI REGIME


Un autorevole editorialista sul "Corriere della Sera" sostiene che lo ius soli non è passato in primo luogo perché, nella percezione degli italiani, avrebbero influito negativamente gli attentati terroristici degli ultimi anni in Europa.

Come sempre accade a questi gazzettieri di regime, essi non colgono mai (o forse sono pagati così bene proprio per questo) i nessi che strutturano il mondo intorno a loro. Ossia che gli italiani, ma ormai possiamo dire anche la maggioranza dei cittadini europei, non ne possono più di un'invasione migratoria ogni giorno sempre più pesante e ingestibile. Per giunta voluta e propagandata da quelle stesse istituzioni che, in teoria, dovrebbero tutelare innanzitutto i propri cittadini.

Questi signori pensano che con un bel foglio di carta timbrato in tasca e qualche adempimento burocratico il gioco sia fatto, ossia che in tal modo venga risolto il problema della famosa "integrazione dei migranti".
Non vedono, o fanno finta di non vedere, che in molti altri paesi europei come Francia, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Germania, ecc., questa famigerata integrazione per via burocratica la si è fatta svariati decenni addietro ma non ha risolto nulla. Anzi, l'estraneità al contesto sociale circostante in cui vivono oggi le seconde e terze generazioni figlie d'immigrati afro-asiatici è più forte che mai. E con i risultati sotto gli occhi di tutti.

Ma alle trombette di regime tutto ciò non interessa, perché la loro mentalità burocratica non è programmata per comprendere il mondo che pulsa intorno a loro. Come ingiungeva esattamente cent'anni fa un noto bolscevico russo, molto celebrato dai predecessori del PD, "se la realtà è in contrasto con la teoria, tanto peggio per la realtà".

Poi abbiamo visto il seguito!

Paolo Sensini


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lunedì 2 ottobre 2017

ANCHE QUESTA E' PIDDINIA


Nel mentre i mezzi i distrazione di massa tengono occupate le plebi con spettacoli pirotecnici, PD e Partito dei Magistrati procedono come un rullo compressore allo smantellamento di ciò che rimane della proprietà privata.

Non solo tassando a più non posso ogni bene e proprietà, non solo espropriando gli immobili dei cittadini per installarvi d'autorità clandestini e finti profughi, ma ora anche impossessandosi «cautelativamente» dei beni personali di chiunque essi vogliano.

Secondo il ministro Orlando: «Io penso, forse anche per il mio retaggio ideologico, che la certezza della proprietà possa essere messa in discussione, quando la proprietà è di dubbia provenienza».

Se a un PM viene un dubbio sulla «provenienza» della tua casa o del tuo conto corrente, è dunque legittimo che ti venga (cautelarmente) sottratta. Poi, una volta ridotti alla fame e buttati in strada, con molta calma, stabilirà se la scelta era giustificata o meno. Cosa c'è di più «garantista» di così?


Paolo Sensini