mercoledì 1 marzo 2017

IL TRUCCO DELLE TRE FATTURE



Prosegue la nostra piccola inchiesta nei gironi infernali della giustizia italica e a proposito delle truffe giudiziarie in danno degli “ avvocati dei poveri” :  come gli uffici giudiziari rubano ai poveri per dare ai ricchi, cioè a se stessi....

Pubblico questa volta una altra lettera di un Collega ( anonimo, altrimenti si scorda di esser mai pagato.. le toghe e i loro vassalli sono molto vendicativi, si sa…) che perora il pagamento di una parcella emessa circa 8 anni fa e mai onorata dalle vestali della giustizia.

In questa lettera di parla di una fattura che i funzionari di cancelleria hanno fatto rifare quattro o cinque volte al povero avvocato ( pure piuttosto anziano ) come se fosse il fantozzi di turno…

Attenzione, non si tratta solo di un comportamento molto arrogante ed odioso, ma l’ applicazione di un metodo di vessazione molto in voga nei palazzi di giustizia .

Ne parlerò diffusamente nel libro che trarrò da queste esperienze e testimonianze e che intitolerò proprio Le toghe di Superciuk, ma un accenno si rende opportuno.

Come tutti sanno , la legge e la Unione Europea impongono allo stato italiano di onorare i debiti entro un termine di 60 – 90 giorni. Il termine decorre dalla emissione delle fattura.

Orbene, quando un giudice liquida una parcella, le norme fiscali ( dello stato italiano) impongono al contribuente di emettere subito la fattura, anche se ancora non ha incassato, agevolando comunque il pagamento dell’ IVA allo step successivo, cioè l’ avvenuto pagamento della fattura.

Tutto sembra chiaro e scorrevole : avviene la liquidazione, l’ avvocato emette la fattura subito dopo perché tenuto dalla legge, entro 90 giorni ricevere i suoi soldi .

Credete  che vada così ?

Neanche per idea.

Poichè il termine decorre dalla emissione della fattura , le cancellerie degli uffici giudiziari hanno escogitato un sistema ( tollerato dai magistrati, che fanno finta di non vedere ) per evitare i pagamenti : dapprima tentano di imporre all’ avvocato di non emettere la fattura : “ ce la mando quando gliela chiediamo noi”, dicono melliflui e con la sottile speranza di far passare anni e anni senza emissioni di moleste fatture …

Infatti, l’ obbligo di pagamento in tempi stretti decorre dalla emissione delle fatture : niente fatture, niente decorso del termine e pagamenti ritardati a tempo indefinito…

La parola d’ ordine – tenuta ben nascosta  in questi uffici - è : “ mai pagare gli avvocati ( quelli “ dei poveri”, ovviamente ) perché altrimenti il Ministero rimane senza soldi e non paga gli stipendi a noi…”

Ovviamente, non tutti gli avvocati sono disposti a compiere violazioni fiscali per non emettere le fatture cui sono tenuti per legge e, ricevuta la liquidazione, emettono fattura , sulla quale poi pagheranno le tasse anche se non pagati.

Cosa hanno escogitato questi nobili uffici che rappresentano la italica  giustizia ?

Semplice, come avrete già intuito : rispediscono al mittente la fattura, dicendo che “ è sbagliata”, inventandosi di volta in volta imperfezioni formali prive di rilievo, ma che giustificano la reiezione illegittima del documento.
Così avanti fino all’ infinito, incuranti che, a fronte di un documento fiscale respinto, il contribuente sia costretto ad una serie infinita di correzioni contabili ( note di accredito, fatture in sostituzione, ecc…ecc..) . Se glielo fai notare, ti dicono, con la sfacciataggine di evasori fiscali incalliti : “ la stracci avvocato, e ne rifaccia un ‘ altra”…. Il che fa anche venire degli strani sospetti su come venga tenuta la contabilità negli  uffici giudiziari. Diciamo :  in modo molto allegro ?

Ma tanto a loro di questo non gliene può fregare di meno : avete mai visto la Guardia di Finanza entrare in ufficio giudiziario per una verifica ?

E così gli avvocati dei poveri, con il trucco delle fatture rifatte all’ infinito, vengono bellamente truffati per anni e anni, come il collega  di cui leggerete la supplica qui sotto….

Mi chiedete se non c’è un sistema per far cessare questo metodo corrotto ?

Ingenui : pensate forse di rivolgersi alla magistratura ? Come minimo vi accuseranno di aver calunniato questi poveri ed onesti funzionari….

Ma a ben pensarci un metodo ci sarebbe : basta avvicinare il funzionario giusto, quello che ha accesso ai cordoni della borsa delle liquidazioni e, strizzandogli un occhio e chiamandolo “ compà” , allungargli una bella cento euro….

“ L’ acqua è poca e la papera non galleggia “, dicevano dei comici irresistibili  anni  alcuni anni fa…
Ma state tranquilli : a non galleggiare sarete voi, non certo i funzionari del ministero della italica giustizia (?) : quelli sì che sanno stare a galla

Mi chiedete : e i magistrati cosa fanno ? Semplice : quello che facevano le stelle di Cronin : stanno a guardare….

Avvocato Edoardo Longo




Spett.

PRESIDENTE DELLA CORTE D’ APPELLO

Palazzo di giustizia di ………………….

Preg.mo Sig. Presidente,

come da reiterata e sempre evasa richiesta, trasmetto ai competenti uffici della Corte d’ Appello, attraverso il Suo autorevole tramite , l’ ennesima fattura nr. 32-2009 ( allegata ) sostitutiva di pregressa fattura, per la medesima causale, che ho dovuto rifare per lagnanze della cancelleria.

Si tratta della quarta o quinta volta che trasmetto la fattura rifatta, e mai la cancelleria si è pregiata ritenerla valida, sia pur mai , pur richiestane dal sottoscritto, si sia peritata di scrivere un appunto con il dettaglio delle cifra che fosse di gradimento della cancelliera stessa .

Allego anche il relativo decreto di liquidazione della parcella, che attende ancora  di essere onorato da questa Spettabile  Autorità Giudiziaria.

Ho il sospetto – solo il sospetto, per carità ! -  che di fronte di questo comportamento defatigatorio, urtante, maleducato e assolutamente non collaborativo della cancelleria de quo, vi sia la precisa volontà di sabotare il pagamento delle mie sudate e dovute competenze legali. Chiunque lo sospetterebbe, dopo esser stato costretto quattro volte ameno a rifare una fattura, senza che mai il riluttante impiegato abbia fatto lo sforzo di indicare come fosse di suo gradimento la fattura stessa… il minimo che sarebbe dovuto ad un lavoratore esasperato che attende il suo pagamento.

Le confesso che mi sono sentito come il povero falegname  del famoso film di Alberto Sordi,  al quale  il Marchese del Grillo non voleva pagare un lavoro accampando speciosi e allucinanti pretesti.

Voglio sperare che, tramite il Suo autorevole intervento cui mi affido speranzoso , io venga finalmente pagato, dopo anni di attesa ed umiliazione, e che, dopo essermi sentito come il falegname giudìo alle prese con il Marchese del Grillo, io non debba, poi, fare la fine del Pinocchio derubato del suoi trenta zecchini….

Allego l’ ennesima versione della fattura, confidando che stavolta incontri il gradimento della sua sofisticata cancelleria….

Attendo fiducioso notizie e nel frattempo Le porgo i miei doverosi ossequi.


( lettera firmata )