giovedì 28 gennaio 2016

L' UNITA' D' ITALIA FINANZIATA DAI ROTSCHILD



di Anonimo Pontino

L’Unità d’Italia finanziata dai Rothschild – La corruzione all’ origine dell’ Unità d’ Italia.


Gli storici politicamente corretti insegnano nei libri di scuola che tutti avete studiato, che Garibaldi era un eroe solitario che con mille ladroni (così Garibaldi li definì in un discorso del 5 XII 1861 al parlamento di Torino) avrebbe sconfitto un esercito di 50.000 o 80.000 uomini.

Qualche dubbio che si tratti di una minchiata retorica completamente inventata potrebbe anche sorgere.

Alla domanda naturale di come Garibaldi coi suoi Mille si sia potuto impadronire di un Regno di 9 milioni di persone gli storici conformisti dicono che i Mille furono accolti dalla popolazione con entusiasmo….E che dopo la prima vittoria contro l'esercito regolare i mille possono contare su un fattore psicologico…. per cui i borbonici ogni volta che vedono i garibaldini si predispongono ad una nuova sconfitta! Non sapevano stare in riga, non sapevano caricare il moschetto…ecc.

Un popolo che non conosce il proprio passato non può avere un futuro. Ecco perché viene nascosta la verità.

La verità è che a proteggere lo sbarco a Marsala (che tra l'altro avveniva sul molo di un esportatore di vini inglese) c'erano 4 navi da guerra inglesi, prima la Argus e l'Intrepid, poi la Amphion e la Hannibal, comandata da Mundy ,che fa perfino una relazione della vicenda….

A Londra si procede all'arruolamento di una legione garibaldina, i cui volontari per non dare nell'occhio venivano registrati come escursionisti-turisti dell'Etna. I bandi per la raccolta di volontari furono pubblicati dal "Daily News"". Questi altri mille furono un altro dei tanti sbarchi che si successero sotto la protezione delle navi inglesi e piemontesi, circa 17 sbarchi finché le camicie rosse divennero 25.000.

Mazzini a Londra bussa presso le varie logge e presso grossi industriali che fiutano affari d'oro ad una eventuale scomparsa del regno meridionale. Questo consente di raggiungere la notevole cifra di 3 milioni di franchi oro, senza contare i 2 milioni di franchi oro dati da Cavour alla Società nazionale. Tutto questo non potrebbe avvenire senza lascia passare inglese, visto che a capo della Gran Loggia Madre inglese c'è la regina.

Questi soldi servirono a corrompere i vertici dell'esercito borbonico.

Si parla di almeno 16 alti ufficiali che tradirono. Decisivo fu il tradimento di Luigi Conte d'Aquila, fratello di Ferdinando II, che riuscì a portare nella setta massonica molti comandanti delle navi da guerra: l'ammiraglio piemontese Persano scriveva a Cavour il 6 agosto 1860:"Gli stati maggiori di questa marina si possono dire tutti nostri, pochissime essendo le eccezioni".

I fondi della massoneria inglese servirono anche a Garibaldi per acquistare a Genova i fucili di precisione, senza i quali non avrebbe potuto affrontare l'esercito borbonico.

Senza quei fucili, Garibaldi avrebbe fatto la fine di Carlo Pisacane e dei fratelli Bandiera, i rivoltosi che la monarchia napoletana giustiziò nella prima metà dell'Ottocento.

Le vere ragioni per cui la Gran Bretagna non tollera un Regno delle due Sicilie è un’altra cosa che gli storici conformisti si dimenticano di dire. Il Regno delle due Sicilie era molto potente, produceva la quasi totalità (90-95%) dello zolfo del mondo (solfare siciliane), elemento indispensabile per le armi da sparo, e non aveva voluto concedere lo sfruttamento e il monopolio di tali miniere all'Inghilterra, al punto che ne stava per scoppiare una guerra (1836).

Il Regno delle Due Sicilie ebbe, nella rassegna internazionale di Parigi del 1856 il terzo posto in Europa per lo sviluppo industriale (dopo Inghilterra e Francia) e l'opificio reale di Pietrarsa è la più grande fabbrica d'Italia. Il primo vascello a vapore del mediterraneo fu costruito nelle Due Sicilie. Sta a Napoli il più grande bacino di carenaggio in muratura d' Italia. La flotta duosiciliana rappresenta 1'80% del naviglio di tutta Italia, formando la prima flotta mercantile d'Italia.

Ma c’era un altro motivo di assoluto interesse: il Banco di Napoli aveva una riserva aurea di circa quattro volte superiore di quella di tutte le restanti banche d'Italia messe insieme. I 443 milioni di lire oro, pari a circa 200 miliardi di euro attuali, servirono ai Savoia per pagare il debito nei confronti di….?
Sempre loro. I Rothschild.

I quali sapientemente finanziano tutte le parti in gioco, con la condizione di farsi sempre pagare i debiti dei vinti.

Era il 1821 quando Carl Amschel, uno dei quattro figli di Mayer Amschel, capostipite della dinastia dei banchieri, finanziò il ritorno sul trono di Ferdinando di Borbone. Dieci anni dopo era a Napoli ad aprire la prima filiale della Banca Rothschild in Italia.


Anche i Savoia, che avevano ormai messo in ginocchio l’economia piemontese con la loro politica guerrafondaia, si erano indebitati verso i Rothschild per svariati milioni.

Nel 1831 Cavour indebitò il Piemonte con James de Rothschild, per pagar i debiti si fece aiutare da Carlo de Rothschild con ulteriori prestiti di 180 mila scudi l'anno. In questo modo il Piemonte e Cavour furono presto nelle mani dei Rothschild. Questo fu un primo passo fondamentale per arrivare all' unione dell' Italia con la forza e decisa dai Rothschild stessi attraverso i "burattini" Garibaldi, Cavour, Mazzini, Bixio, etc

La conquista degli Stati che componevano la Penisola italiana e, in particolare, del ricco Regno delle Due Sicilie da parte dei Savoia fu dettata dall'esigenza di rientrare dall'esposizione nei confronti di Banque Rothschild che aveva già investito parecchio nelle avventure belliche piemontesi.

di Anonimo Pontino



Fonti:

MUNDY G.R., La fine delle Due Siede e la marina britannica, 1863, riedito Napoli 1966 DE BIASE E., L'Inghilterra contro il Regno delle Due Sicilie, Napoli 2002, p.. 126-127, avvalendosi di documenti e testi di storici inglesi, citato in DI FIORE G., Controstoria dell'unità d'Italia, Milano 2007. DI VITA G., Finanziamento della spedizione dei mille, in AA.VV., La liberazione d'Italia nel! 'opera della massoneria, Foggia, 1990. Documenti dell'archivio Giuseppe Catenacci. I vinti del risorgimento, Torino 2004, p.3I 53 Carteggi di Cavour, La liberazione del Mezzogiorno, vol II, n.553.

BIBLIOGRAFIA DELLA LANTERNA  :

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