giovedì 9 aprile 2015

VERSO UNO STATO DI POLIZIA

La nuova legge sulla non punibilità dei reati minori – l’ ambito della norma –  verso lo Stato di Polizia -

Da alcuni giorni è entrata in vigore la legge cosiddetta per la archiviazione per tenuità del fatto dei reati minori.

Si tratta del decreto legislativo approvato dal consiglio dei ministri in data 12 marzo 2015 e successivamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

La legge introduce un nuovo articolo penale ( 131 cp bis) che stabilisce che nel caso di reati sanzionati con una pena detentiva fino a cinque anni nel massimo o per reati punti con mera pena pecuniaria sarà possibile per il pubblico ministero chiedere l’ archiviazione del procedimento.

Del pari, quando il processo non si trovi più nella fase delle mere indagini preliminari ma sia già sfociato davanti ad un giudice, il giudice dovrà pronunciare sentenza di non luogo a procedere , cioè una sorta di assoluzione processuale dell’ imputato, che non significa però assoluzione in senso stretto, ma solo la rinuncia dello Stato a procedere oltre in questi casi.

Vista così, la legge sembra essere una sorta di indulgenza plenaria per tutta una serie di reati che non sono poi in astratto neanche tanto lievi, visto che possono essere infitti fino a cinque anni di carcere….

In realtà le cose non stanno in questi termini, ma presentano un profilo piuttosto preoccupante. Preoccupante, ma non nel senso di un lassismo generalizzato e l’ instaurazione di una sorta di impunibilità generalizzata..

Infatti, non tutti i reati ricompresi in questa ampia forbice saranno graziati con archiviazione o  sentenza di improcedibilità.


Quali saranno, quindi, i reati che cadranno in futuro in sanatoria e quali invece quelli che porteranno in carcere ?

Lo deciderà il Giudice, dice la legge. Infatti, saranno ricompresi  nella  indulgenza del sistema i reati connotati  da tenuità del fatto o tenuità del pericolo cagionato dal reato.

Attenzione, però : a decidere questi requisiti sarà il giudice, caso per caso e non la legge.

All’ archiviazione potrà opporsi il Pubblico Ministero o l’ imputato, perché questa forma di archiviazione/proscioglimento non è una forma di assoluzione, ma pur senza punire, di fatto è da ritenersi un implicito riconoscimento di responsabilità, il che ha il suo rilievo in ordine a possibili azioni risarcitorie delle parti danneggiate che non saranno precluse da questi provvedimenti.

Nulla dice la legge sulla sorte di queste opposizioni e su altri profili tecnici che saranno ineludibili al momento del collaudo della legge nei processi reali.

Un primo commento su questa radicale novità processuale è doveroso.

La legge si presenta come la risposta sbagliata ad un problema reale : il problema reale è quello che sovente lo Stato non ha interesse a perseguire fatti di minima entità , che sono pur sempre reati, come il caso di scuola della mela rubata sul banco della frutta o dell’ insulto sfuggito di bocca.

Anni e anni di  processi per punire col carcere questo genere di fatti, che comunque alla fine di fatto sono non punibili in forma detentiva  per tutta una serie di ragioni tecniche e giuridiche , rischiano di essere spaventosamente costosi  senza neppure avere un effetto deterrente.

La risposta dello Stato però è sbagliata, perché per  risolvere un problema facilmente risolvibile in altro modo, ne crea altri di spaventosamente gravi.

La ragione è intuitiva e deriva dal fatto che il discrimine fra reato punibile e reato non punibile non viene tracciato dalla legge, ma dall’ umore ( e orientamento politico ) del giudice…

Con questa legge viene minato alle basi il principio di eguaglianza fra i cittadini, nonché il principio di tipicità penale, di legalità, in virtù del quale ogni persona ha il diritto di sapere in anticipo se la sua condotta futura sarà punibile o meno. Una legge dai forti connotati di anticostituzionalità.

Nell’ ambito dei reati ricompresi nella forbice legislativa, non sarà più la legge a stabilire se una condotta è punita o no, ma lo sarà il giudice, dopo che i fatti  oggetto di processo saranno avvenuti !



E tutto ciò avverrà nella più totale discrezionalità : il giudice, senza il vincolo di una legge, potrà punire o non punire a suo perfetto arbitrio.

Questa legge ci fa fare sì un balzo.... ma all' indietro nel tempo :  cancellati secoli di evoluzione giuridica verso principi di legalità, ci riporta di colpo al medioevo del diritto : in fondo, seguendo la logica perversa sottesa a questa legge, l' intiero codice penale si potrebbe, alla fine, riassumere in un solo " articolo unico" all' incirca così : " tutto quello che il giudice decide vada punito, è reato. Il resto è ammesso".

Tutto ciò porterà ad una ricaduta totalitaria nella società, ad un sottile instaurarsi di uno Stato di Polizia e non di legalità : a parità di reati, ci saranno imputati che verranno condannati perché ostili all’ establishment politico – lobbistico che si nasconde dietro le toghe dei giudici e imputati, invece, che non saranno puniti perché, viceversa, non sgraditi a questo establishment.

L’ immoralità di comportamento , il servilismo verso l’ autorità giudiziaria , l’ indecenza,  le chiamate di correità fasulle ,  il politicamente corretto saranno i criteri in virtù dei quali i giudici alzeranno i pollici o li  gireranno verso il basso. Proprio come nel Colosseo della Roma decadente : morituri te salutant

E’ così difficile ipotizzare cosa accadrà ? Un Italiano insulta un  rom : condannato. Un negro insulta un Italiano : assolto. Un Italiano ruba in un supermercato : condannato. Se il furto lo fa invece un albanese che dice di morire di fame ed essere profugo balcanico  : assolto. Un negoziante  prende a calci un rapinatore ? Condannato. Un no global tira un sanpietrino ad un poliziotto ? Assolto. Non è demagogia ipotizzare uno scenario del genere, in parte già lo sperimentiamo… E disuguaglianze  di questo e di ogni tipo andranno moltiplicandosi….

L' attenzione punitiva andrà quindi spostandosi dalla valutazione del fatto, eguale per tutti i cittadini che l' abbiano compiuto, per portarsi alla valutazione del soggetto che abbia compiuto il fatto . se è un soggetto gradito all' establishment sarà assolto, se sgradito o di notori sentimenti antigovernativi , sarà condannato.

La deriva totalitaria è evidente. Tutti i processi ricompresi nella forbice legislativa diventeranno processi politici, in cui il discrimine per l' indulgenza sarà l' adesione o no dell' imputato al blocco sociale su cui si sostiene l' attività istituzionale e governativa.

Che questo sia l' esito finale di questa legge è evidente , considerando anche il basso tasso di compatibilità della magistratura italiana con i principi di legalità.  

Già alle prime applicazioni della legge abbiamo assistito  alla discriminazione verso soggetti politicamente esposti su posizioni antigovernative : si veda il caso di pochi giorni fa in cui a un indipendentista triestino  è stata negata l' assoluzione in oggetto, in un processo  di bassissimo rilievo penale, dove è prevista al massimo la sola multa di poche centinaia di euro :



La magistratura si avvia quindi ad avere una nuova, potente arma per  il controllo sociale e politico , da offrire ai poteri forti o a chi, di volta in volta, saprà pagare meglio il giudice : non nascondiamoci dietro un dito : la magistratura italiana è estremamente corrotta e questo genere di leggi  finiranno con il moltiplicare malagiustizia, corruzione giudiziaria, disparità di trattamento, odio sociale.

Dietro quindi una apparente veste di indulgenza lassista, si nasconde invece l’ artiglio di una dittatura giudiziaria prossima ventura. Come se non bastasse già quella che sperimentiamo ogni giorno.


Avvocato Edoardo Longo

338.1637425