sabato 18 novembre 2017

STALLE E MANETTA


Quel vizietto oscuro di qualificare il dissenso come reato …… Da quando il PD è al Governo, quanti sono stati i licenziamenti, congedi, sospensioni dal posto di lavoro, procedimenti penali od anche solo disciplinari nei confronti di chi ha solo osato criticare, magari anche solo privatamente, le scelte governative???

Non bastava la legge Scelba, ci si è messo anche Fiano, e prima ancora la Mancino, le leggi omo-gay per punire i normali , e poi la PresidentA ... ed anche se il reato non c'è o se la legge non esiste ancora, il modo di PUNIRE chi non la pensa come lor signori si trova sempre. La compiacenza della magistratura non manca mai : non sono, in fondo, gli stipendi dei politici agganciati a quelli dei magistrati  ? Cresce uno, cresce l’ altro, fino alle stelle… Le stalle , invece, al popolo dissidente. Stalle e manetta, democrazia perfetta.

I numeri dei "colpiti", dei PERSEGUITATI POLITICI,  sono talmente alti oggi in  ITALYLAND  da superare quelli delle dittature dei primi del '900, quando "se non avevi la tessera del partito non lavoravi"....ed oggi???

Puoi anche morire. Ma non disturbare il manovratore rosso o con toga d' ermellino..... Sarebbe “ politically incorrect”.

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lunedì 13 novembre 2017

UN RINGRAZIAMENTO A TUTTI I COLLABORATORI DI " DISSONANZE"



Di : Edoardo Longo
In questi  giorni questo blog ha raggiunto 216.438  visite , che sono un traguardo ragguardevole per un blog apartitico , senza sponsors e senza agganci politici. Se poi si calcola a queste visite le oltre 130.000 della prima gloriosa versione sulla piattaforma di splinder ( e le sue numerose traversie, che però non hanno mai  raggiunto l’ obiettivo prefissatosi dai numerosi avversari, cioè della chiusura del sito ) , c’è di chi essere soddisfatti. Si consideri anche che il totale realizzato quando per la prima volta ringrazio i collaboratori di questo blog ( alla fine di novembre del 2013 ) era di 62.000, visite, vuol dire che in poco tempo le visite si sono triplicate , mentre per le prime 62mila si erano resi necessari oltre due anni di tempo .

Ma c'è di più.   Questi sono i conteggi effettuati dal contatore di serie di ogni blog della piattaforma di blogger. Questi contatori sono imprecisi, infatti, quando superano un tetto massimo di contatti in un giorno, si fermano e, se i contatti proseguono, si fermano al tetto massimo cui sono tarati. 

Per avere una idea reale del numero di Lettori di questo blog, bisogna far capo ad altro contatore, molto più elaborato, che è quello del profilo di Google plus

Ecco il link del profilo di google plus associato a questo blog :


in questo profilo sono di fatto solo pubblicati i link di rinvio agli articoli di questo blog ed il profilo è stato aperto alcuni mesi dopo l' apertura di questo blog. Di fatto, ogni visita a questo profilo indica una visita ad uno dei post di questo blog.

Quanti sono i contatti effettuati su questo profilo ? in data odierna questo contatore indica la cifra di  3.703.175 cioè oltre  TRE MILIONI , 703mila  e 175  visite al blog .... Una cifra altissima, che fa di questo blog uno strumento di comunicazione ed informazione di spessore nazionale. inoltre, la versione Google plus di questo blog  conta 1.054 iscritti che ne ricevono in tempo reale ogni aggiornamento. 
Una piccola navicella come questa ha resistito a marosi e a procelle che la avrebbero potuta facilmente schiantare, senza la determinazione di chi la ha voluta e tenuta in piedi ad onta di ogni vile aggressione, da destra , come da sinistra, come pure da parte della " lobby che non esiste " ( ma che sa molto nuocere alla libertà di pensiero...) e che conta molti magistrati sul suo libro - paga....
Ma non è per trionfalismo che pubblico ancora   queste note, bensì aggiornate,, ma per un ‘altra ragione. 

E precisamente per ringraziare tutti i validissimi e numerosi collaboratori che si sono aggiunti  ancora durante questo anno  e che hanno trasformato questo blog in una testata di informazione e di analisi politica molto apprezzata  proprio per il suo carattere decisamente controcorrente.
Molte analisi politiche sul sistema usurajo che sta strangolando la società italiana le trovate solo qui e decisamente introvabili altrove sono le informazioni sulla piaga vergognosa dei processi politici in Italia. Come pure tante informazioni di editoria controcorrente, che meritano supporto e sostegno, per il coraggio dei loro animatori.
Un ringraziamento sentito da parte mia, quindi, a tutti i volontari che collaborano per passione politica e civile a questo blog di informazione controcorrente.

 Ed un invito : chiunque volesse entrare nella equipe di Dissonanze non esiti a farlo .  Gli argomenti  che trattiamo in questa testata informativa sono indicati nell’ indice del sito ( colonna a destra) , e vi è massima libertà di collaborazione, senza censure ideologiche. Qui nessuno è iscritto a partiti politici e  a nessuno si chiede conto di appartenenze ideologiche. Si offre invece piena libertà di opinione ed espressione e anche la protezione di uno pseudonimo ,se richiesta.
Il sottoscritto, poi, è notoriamente una tomba nel proteggere l’ identità e la riservatezza di chi si affida a lui.
Per collaborare, basta inviare i propri post a questo indirizzo email :
longolegal@libero.it 


Per finire, una piccola considerazione ed un invito. Chi collabora a questo blog lo fa per passione politica e culturale e non è retribuito. ma lo spessore degli interventi qui ospitati è significativo , e i collaboratori di questo blog si impegnano per fornire questo servizio gratuito di informazione alternativa e controcorrente.  

Non  è chiedere troppo chiedere ai Lettori un segno concreto di apprezzamento verso questo lavoro, sia pure volontario e gratuito. Un piccolo segno che si concretizzi, oltre pubblicizzare questo blog e a farlo conoscere, anche attraverso l' acquisto, ogni tanto, di uno dei libri pubblicati dalle Edizioni della Lanterna, cui fanno riferimento gli autori degli scritti che qui leggete. 

Il catalogo dove scegliere i libri da acquistare ? Eccolo :


In ogni caso, La navigazione di questo blog continua. 

Barra a dritta, lungo la rotta affascinante della libertà.  



DITTATURA INVISIBILE

https://www.amazon.it/dp/0244031843/ref=cm_sw_r_fa_awdo_t2_RqecAb3TMXN2E

mercoledì 25 ottobre 2017

HALLOWEEN


[ da una intervista di padre Amorth, recentemente scomparso, che fu il decano degli esorcisti della Chiesa cattolica ].

“Festeggiare la festa di Halloween è rendere un osanna al diavolo. Il quale, se adorato, anche soltanto per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona. Allora non meravigliamoci se il mondo sembra andare a catafascio e se gli studi di psicologi e psichiatri pullulano di bambini insonni, vandali, agitati, e di ragazzi ossessionati e depressi, potenziali suicidii.

Mi dispiace moltissimo che l’Italia,come il resto d’Europa, si stia allontanando da Gesu’ il Signore e, addirittura,si metta a omaggiare satana”, dice l’ esorcista secondo il quale ”la festa di Halloween e’ una sorta di seduta spiritica presentata sotto forma di gioco.


L’astuzia del demonio sta proprio qui. Se ci fate caso tutto viene presentato sotto forma ludica, innocente. Anche il peccato non e’ piu’ peccato al mondo d’oggi. Ma tutto viene camuffato sotto forma di esigenza, liberta’ o piacere personale. L’uomo  e’ diventato il dio di se stesso, esattamente cio’ che vuole il demonio”.

lunedì 23 ottobre 2017

MAESTRI DI PERFIDIA



L'accusa di antisemitismo è una delle più infamanti che oggi possano essere scagliate contro chiunque e, una volta lanciata, non c'è carriera o personalità che non ne risulti fortemente danneggiata. La gente, in Europa, ne è letteralmente terrorizzata. E anche se il lancio di un tale epiteto non distrugge il malcapitato di turno, impone comunque un rapido cambio di rotta. Ammesso dunque che una tale paura esista, sarebbe strano se non venisse usata. È il caso per esempio, come riporta lo scrittore Israel Shamir, delle recentissime elezioni austriache. Durante la campagna elettorale, il Partito Socialdemocratico austriaco (SPÖ) ha assunto un faccendiere israeliano, Tal Silberstein, per infangare il suo avversario Sebastian Kurz. Silberstein ha creato una pagina Facebook a nome di Kurz e lì ha pubblicato forti invettive antiebraiche, ha organizzato un gruppo fan di Kurz pieno di slogan inneggianti al nazionalsocialismo. L’idea era che gli austriaci si prendessero paura e non votassero Kurz.

Quest’ultimo ha però capito la mossa chiedendo ai moderatori di Facebook di fermarla. Di solito FB è celere a bloccare roba bollata come "nazista". E una falsa dichiarazione di identità viene solitamente risolta in un tempo molto breve. Qui, però, il signor Zuckerberg e i suoi lacché hanno indugiato parecchio, riluttanti a oscurare la denuncia di Silberstein nei confronti di un supposto "antisemita". Kurz è stato fortunato perché Silberstein era stato arrestato in Israele per reati legati alla corruzione. Poi FB si è svegliata e ha rimosso le pagine e i gruppi creati da Silberstein. Ma questo può essere considerato il classico colpo di fortuna: se fosse stato arrestato altrove, lo si sarebbe considerato vittima di antisemiti e le sue insinuazioni sarebbero rimaste intatte.

Il signor Silberstein, un esperto diffamatore, è noto per aver fatto altre cose del genere: era stato precedentemente collegato a reati legati alla corruzione, quando guidò la campagna per Julia Timoshenko, la famosa politica ucraina. Lei andò in prigione, lui tornò in Israele. In Austria, ha avuto un sacco di disgrazie: gli hacker hanno pubblicato la sua corrispondenza con l'SPÖ, i cui leader si sono dovuti dimettere e così l'SPÖ ha perso le elezioni.



Il tentativo di Silberstein di far passare Kurz per un antisemita era quindi fallito, ma lui ha continuato a bollare come tale un altro politico austriaco, il leader dell'FPÖ Heinz-Christian Strache. Gli austriaci se ne sono fregati e hanno comunque preferito questi due partiti, la lista di Kurz e la FPÖ, nonostante il presunto antisemitismo, e hanno punito l’SPÖ, il partito kosher.

Ma oltre il lieto fine c'è però anche un ulteriore sviluppo dell'evento, che ricorre piuttosto spesso. Per sottrarre sé stessi e i propri partiti dalla denuncia ebraica, i due leader hanno giurato fedeltà a Israele. Si sono recati (separatamente) nello Stato ebraico, hanno fatto delle foto con Netanyahu e al memoriale dell’Olocausto e si sono profusi in continue dichiarazioni su quanto amino e apprezzino quel paese.

L’accusa di antisemitismo è una situazione win-win per gli ebrei. Se un politico non fa quel che gli ebrei vogliono lo bollano come antisemita cosicché lui poi: 1) è costretto a fare quello che loro desiderano e/o 2) giuri fedeltà a Israele. Nel primo caso è un liberale, nel secondo un nazionalista. In entrambi i casi è sempre il banco a vincere.

Paolo Sensini




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REQUIEM PER UN GENOCIDIO


Secondo l’ONU, nel 2050 almeno 20 milioni della popolazione italiana dovrà essere composta da immigrati. Non è una semplice previsione, ma un progetto scritto nero su bianco di cui vediamo ogni giorno un passo in avanti.

L'ossessione del governo PD per lo ius soli, che è solo uno dei vari tasselli del puzzle, s'inserisce in questa manovra di sostituzione etnica. Per questo figure come la Boldrini & soci sono stati catapultati dall'ONU ai vertici delle istituzioni.

Un assurdo anche da un punto di vista strettamente sociale, considerato che il 50% dei giovani languono nel limbo della disoccupazione. Ma agli autocrati del Partito-Stato di questo non frega nulla: a loro interessa solo arruolare nuova "carne umana" per mantenere i privilegi di cui godono e trasformare la società in un campo di battaglia votato alla mera sopravvivenza.

Il disegno non riguarda tuttavia la sola Italia, ma è un progetto d'ingegneria sociale che l'ONU e gli organismi internazionali pianificano per l'Europa intera. La scusa è che in questo modo si contrasta il "crollo demografico di cui è preda l'Occidente". Ma la crescita demografica in sé non è affatto sinonimo di ricchezza e progresso, altrimenti l’Africa non sarebbe l’Africa. Tutto dipende dalla "qualità" della popolazione e dal tipo di rapporti sociali vigenti in essa, non da un semplice problema numerico.

O capiamo questo altrimenti, per usare un'immagine pregnante tratta dal capolavoro di George Orwell, "se vuoi un simbolo figurato del futuro immagina uno stivale che calpesta un volto umano... per sempre".

Paolo Sensini


LIBRI PER APPROFONDIRE :


LA TELA DEL RAGNO


György Schwartz, meglio noto come George Soros, è fondatore e presidente del Quantum Group.

Con i suoi fondi speculativi ha accumulato cifre stratosferiche, pari a bilanci di interi Stati, che Soros ha impegnato nel corso degli anni per destabilizzare Paesi e società a lui non graditi.

Ora, come riferisce il "Wall Street Journal", lo speculatore internazionale annuncia che destinerà 18 miliardi di dollari alla famigerata Open Society Foundations, attraverso la quale ha realizzato i suoi maggiori progetti d'ingegneria sociale in giro per il mondo. Siccome negli ultimi anni i suoi sforzi si sono concentrati a incentivare le cosiddette "rivoluzioni colorate" e la società multietnica-multiculturale, è assai probabile che sia questo il fronte sul quale intenda riversare gran parte delle sue cospicue fortune.

Se questo è vero, e non abbiamo motivo per dubitarne, ciò che si è visto finora costituisce solo un antipasto rispetto allo tsunami migratorio che ci aspetta nei prossimi anni.

Paolo Sensini




PER APPROFONDIMENTI :


lunedì 16 ottobre 2017

IDEOLOGIA DELL' ARDITISMO

Molti storici cominciano ad ammettere, sia pure a malincuore, che lo squadrismo fascista fu –con il Risorgimento- la massima manifestazione di giovinezza vincente nella storia italiana.

Certo, giovani vi furono anche nella Resistenza e, scalando di livello, essi furono i protagonisti del ’68, ma si trattò, in entrambi i casi di avvenimenti conclusisi con la sconfitta dei protagonisti, nella sostanza, aldilà delle apparenze nel primo caso, totale ed evidente nel secondo.

Per una singolare coincidenza mi capitano sottomano due brani, il primo di Antonio Gramsci e il secondo di Ferruccio Vecchi, scritti pressocchè in contemporanea, che dimostrano il diverso approccio dei “conservatori” comunisti e dei “rivoluzionari” fascisti alla irrequieta gioventù del dopoguerra, a quegli adolescenti irrequieti che ambedue chiamano, con spirito diverso, “monelli”.

GRAMSCI (Avanti 16 novembre 1918):

 “Se il nostro proletariato non avesse saputo, in questi giorni (allude a manifestazioni e comizi torinesi ndr), frenare i moti della sua anima, se si fosse lasciato prendere dalla voluttà di far sentire la potenza dei suoi muscoli tesi, esso, anziché dare spettacolo di forza, avrebbe dato segno di debolezza, siccome l’uomo maturo offenderebbe se stesso se raccattasse l’insulto del primo monello di strada”.


VECCHI (“Arditismo civile”, 1920):

“Il sentimento italiano lo dobbiamo cercare non più nemmeno nel giovane (20-30 anni) ma nel giovanissimo (15-20 anni). Scorgo nel monello di 15-18 anni d’oggi qualcosa di più impaziente e di costruttivo che non scorgessi nel monello di prima della guerra e che questa ha stancato, il monello d’oggi vuole fare qualcosa, assolutamente qualcosa, ed i suoi occhi sono più chiari e brillano di malcelata passione. Non gli si può rimproverare di non aver fatto la guerra, poiché egli l’ha fatta con tutta l’anima”.


Giacinto Reale



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venerdì 13 ottobre 2017

LA MONETA UNICA, NEL 1941


“E’ per questo che, nella prospettiva della ricostruzione economica che dovrà seguire alla fine di questa guerra, si inserisce il problema della creazione di una o più monete a carattere internazionale, affinchè le economie dei singoli Paesi tornino ad essere quanto più possibile intercomunicanti, anche se non interdipendenti”.

E’ un brano della pubblicazione ”Oro e lavoro nella nuova economia”, edita nel 1941 dall’Istituto Nazionale di Cultura fascista, a cura di Camillo Pellizzi, e ristampata dalle Edizioni della Lanterna dell’amico Edoardo Longo nel 2014 con il titolo “ in guerra contro l’ oro”.

Anche se la prospettiva di fondo è radicalmente diversa, dimostra che il problema della moneta unica già si poneva allora, guerra durante.

Giacinto Reale


LINK UFFICIALE DEL LIBRO :


martedì 10 ottobre 2017

I NUOVI KULAKI


Mentre i mentecatti scioperano per lo ius soli,  il paese è sempre più alla deriva. Non c’è bisogno di scioperare per farsi venir fame…. Ci sono milioni di Italiani che fanno già la fame …
.
Le famiglie che vivono grazie ad un reddito da lavoro autonomo sono quelle più a rischio povertà . Nel 2015, infatti, il 25,8 per cento dei nuclei familiari di questa categoria è riuscita a vivere stentatamente al di sotto della soglia di rischio povertà calcolata dall’Istat.

Praticamente una su quattro si è trovata in seria difficoltà economica.

Per i nuclei in cui il capofamiglia ha come reddito principale la pensione, invece, il rischio si è attestato al 21 per cento, mentre per quelle che vivono con un stipendio/salario da lavoro dipendente il tasso si è fermato al 15,5 per cento

In buona sostanza, i dati presentati dall’Ufficio studi della CGIA ci dicono che la crisi ha colpito soprattutto le famiglie del cosiddetto popolo delle partite Iva:ovvero dei piccoli imprenditori, degli artigiani, dei commercianti, dei liberi professionisti e dei soci di cooperative. Il ceto medio produttivo, insomma, ha pagato più degli altri gli effetti negativi della crisi e ancora oggi fatica ad risalire la china, visto che di “ Ripresa” non si può parlare, quando il ceto medio produttore di reddito è alla fame…..

“A differenza dei lavoratori subordinati – fa notare il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – quando un autonomo chiude definitivamente l’attività  e non dispone di alcuna misura di sostegno al reddito. Perso il lavoro ci si rimette in gioco e si va alla ricerca di una nuova occupazione. In questi ultimi anni, purtroppo, non è stato facile trovarne un altro: spesso l’età non più giovanissima e le difficoltà del momento hanno costituito una barriera invalicabile al reinserimento, spingendo queste persone verso forme di lavoro completamente in nero”.



Molti sono stati spinti pure al suicidio : si tenga presente che i giornali eseguono gli ordini del padrone ( assassino) e  censurano ormai da anni, come accade anche in Grecia,  le notizie dei suicidi del lavori autonomi, negozianti e piccoli imprenditori a causa della incipiente povertà.

Nessuno fa lo sciopero della fame per il loro assassinio “ bianco”…. Nessuno impone dall’ alto dei pulpiti vaticani alcun moto di solidarietà , “ misericordia” e “ accoglienza” , anzi vengono pure additati come orridi peccatori e criminali evasori fiscali, mentre – se non pagano qualcuna delle immonde centinaia di tasse imposte dal “ sistema Italia” – lo fanno per non morire di fame loro ed i loro figli.

Mi ha confidato un piccolo commerciante cattolico osservante di essersi confessato da un sacerdote cattolico ( del “ nuovo corso “ vaticano, evidentemente ) e ha  ammesso ,contrito, di aver compiuto piccole evasioni fiscali per sopravvivenza : si è sentito negare la assoluzione dal sacerdote, concessagli solo dopo la solenne promessa di non evadere più “ a costo di far patire la fame ai figli piccoli”.

Il poveretto, sotto timore di essere cacciato dal confessionale e di finire all’ inferno per questo , disse proprio così, fece proprio questo proposito  ...e il sacerdote non trovò nulla da replicare, evidentemente approvando il “ buon” proposito del reprobo evasore.

E’ quindi moralmente corretto far patire la fame ai propri  figli ( quel negoziante non incassava più di 700 – 800 euro al mese ..) per riempire le tasche ai politici corrotti del “ sistema Italia” e per far ingrassare le cooperative vaticane e sinistre con il lucroso traffico dell’ importazione di negri, la cui utilità sociale è pari a zero ?

L’ episodio è rigorosamente vero. Va soggiunto che il poveretto ha continuato ad evadere per non togliere il cibo di bocca ai figli , solo che  ora non osa più tornare in Chiesa e si sente un dannato che cammina in terra….Complimenti ! Siete riusciti a rendergli la vita in terra  un inferno e pure a togliergli la speranza del Paradiso in Cielo ! Miracoli della nuova pastorale vaticana appaiata al sinistrismo buonista e comunistoide  e del suo discernimento “ misericordioso”…

I lavoratori autonomi sono i nuovi “ kulaki”, cioè le nuove vittime di una ideologia comunista ed euro-  plutocratica, come lo furono i “kulaki”, il ceto medio che Stalin fece sterminare in Russia per imporre la collettivizzazione comunista. In questa circostanza storica non hanno neanche l’ aiuto spirituale della Chiesa, in tutt’ altre faccende affaccendata….

E i suicidi aumentano. L’ importante è pagare le tasse….



Dalla CGIA fanno notare che, al netto dei collaboratori coordinati continuativi, dal 2008 ai primi 6 mesi di quest’anno lo stock di lavoratori autonomi (ovvero, i piccoli imprenditori, gli artigiani, i commercianti, i liberi professionisti, i coadiuvanti familiari, etc.) è diminuito di 297.500 unità (-5,5 per cento). Sempre nello stesso arco temporale, la platea dei lavoratori dipendenti presenti in Italia è invece aumentata di quasi 303.000 unità (+1,8 per cento) .

Prosegue il coordinatore dell’Ufficio studi, Paolo Zabeo:

“Fino ad una decina di anni fa aprire una partita Iva era il raggiungimento di un sogno: un vero status symbol. L’opinione pubblica collocava questo neoimprenditore tra le classi socio-economiche più elevate. Oggi, invece, non è più così: per un giovane, in particolar modo, l’apertura della partita Iva spesso è vissuta come un ripiego o, peggio ancora, come un espediente che un committente gli impone per evitare di assumerlo come dipendente”. (CGIA Mestre 7 ottobre 2017).

La fortuna oggi è il pubblico impiego : parassita fra i parassiti, felice, nel blu dipinto di blu,  succhiando il sangue altrui…..

E sia Rivoluzione, una buona volta, se in Italia non si è già tutti " rane bollite"....


Reporter


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lunedì 9 ottobre 2017

TROMBONI DI REGIME


Un autorevole editorialista sul "Corriere della Sera" sostiene che lo ius soli non è passato in primo luogo perché, nella percezione degli italiani, avrebbero influito negativamente gli attentati terroristici degli ultimi anni in Europa.

Come sempre accade a questi gazzettieri di regime, essi non colgono mai (o forse sono pagati così bene proprio per questo) i nessi che strutturano il mondo intorno a loro. Ossia che gli italiani, ma ormai possiamo dire anche la maggioranza dei cittadini europei, non ne possono più di un'invasione migratoria ogni giorno sempre più pesante e ingestibile. Per giunta voluta e propagandata da quelle stesse istituzioni che, in teoria, dovrebbero tutelare innanzitutto i propri cittadini.

Questi signori pensano che con un bel foglio di carta timbrato in tasca e qualche adempimento burocratico il gioco sia fatto, ossia che in tal modo venga risolto il problema della famosa "integrazione dei migranti".
Non vedono, o fanno finta di non vedere, che in molti altri paesi europei come Francia, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Germania, ecc., questa famigerata integrazione per via burocratica la si è fatta svariati decenni addietro ma non ha risolto nulla. Anzi, l'estraneità al contesto sociale circostante in cui vivono oggi le seconde e terze generazioni figlie d'immigrati afro-asiatici è più forte che mai. E con i risultati sotto gli occhi di tutti.

Ma alle trombette di regime tutto ciò non interessa, perché la loro mentalità burocratica non è programmata per comprendere il mondo che pulsa intorno a loro. Come ingiungeva esattamente cent'anni fa un noto bolscevico russo, molto celebrato dai predecessori del PD, "se la realtà è in contrasto con la teoria, tanto peggio per la realtà".

Poi abbiamo visto il seguito!

Paolo Sensini


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lunedì 2 ottobre 2017

ANCHE QUESTA E' PIDDINIA


Nel mentre i mezzi i distrazione di massa tengono occupate le plebi con spettacoli pirotecnici, PD e Partito dei Magistrati procedono come un rullo compressore allo smantellamento di ciò che rimane della proprietà privata.

Non solo tassando a più non posso ogni bene e proprietà, non solo espropriando gli immobili dei cittadini per installarvi d'autorità clandestini e finti profughi, ma ora anche impossessandosi «cautelativamente» dei beni personali di chiunque essi vogliano.

Secondo il ministro Orlando: «Io penso, forse anche per il mio retaggio ideologico, che la certezza della proprietà possa essere messa in discussione, quando la proprietà è di dubbia provenienza».

Se a un PM viene un dubbio sulla «provenienza» della tua casa o del tuo conto corrente, è dunque legittimo che ti venga (cautelarmente) sottratta. Poi, una volta ridotti alla fame e buttati in strada, con molta calma, stabilirà se la scelta era giustificata o meno. Cosa c'è di più «garantista» di così?


Paolo Sensini 


giovedì 28 settembre 2017

"MEDIATORI CULTURALI " A PIDDINIA


Da un po' di tempo si fa un gran parlare di "mediatori culturali", figure balzate agli onori della cronaca a seguito del grande arrembaggio concernente l'invasione migratoria. Ma chi sono questi personaggi spacciati come indispensabili dal circo mediatico?

A quanto pare in Italia il "titolo" avviene per "autoproclamazione", ovvero chi è da più tempo sul territorio e sviluppa ovviamente maggiori competenze e attitudini si lancia nell'affare per "vivere di migranti".

«Chi si improvvisa mediatore - spiega a tale proposito l'avvocato Davide Ascari - spesso lo fa perchè magari è più furbo rispetto ad altri e conosce un po' meglio la lingua. Ma corsi effettivi non ne ho mai visti fare di recente: è una qualifica che, diversamente da altri paesi europei, non ha mai avuto professionalità o una normativa specifica. In Francia, ad esempio, per diventare mediatore è necessario frequentare un corso della durata di tre anni. Quando mi è capitato di chiedere alla persona in questione come fosse diventata mediatore, mi ha semplicemente risposto: imparando l’italiano».

In breve, quello di mediatore culturale è un escamotage che serve per fare cassa a un esercito di furbi postulanti legati al mondo della cooperazione catto-comunista, il tutto come sempre a spese dei contribuenti.

Tanto, a Piddìnia, la felice terra dell’ accoglienza, paga sempre Pantalone….

Paolo Sensini






LE EDIZIONI DELLA LANTERNA PROPONGONO ANCHE LIBRI CRITICI VERSO L’ “INVASIONE”. ECCOLI :





martedì 26 settembre 2017

POVERTA' : UNA VORAGINE IN AUMENTO



 Centinaia di migliaia di  famiglie, che insieme raggruppano il numero spaventoso di quattro milioni di individui, oggi vivono in Italia in povertà assoluta, espressione con la quale si intende la condizione per cui non si è  in grado di acquistare beni e servizi ritenuti necessari per condurre uno stile di vita degno e accettabile.

A questa cifra va aggiunta quella ben più grande, superiore alle otto milioni di unità, di coloro che trascorrono la vita in una situazione di povertà relativa, ovvero quella in cui una famiglia o un individuo singolo possono spendere meno della metà di quanto dovrebbero per garantirsi un’esistenza decorosa.
I dati sono in costante aumento anno dopo anno e la tendenza non è certo quella di un’evoluzione positiva della questione.

Se ciò non bastasse ci sono poi da analizzare due fatti fondamentali, che aiutano meglio ad identificare le radici di un problema ormai diventato atavico: per prima cosa c’è da dire che le famiglie più povere sono quelle più larghe, ovvero quelle che hanno deciso di mettere al mondo più figli; in secondo ordine è da osservare come ad essere in stato di indigenza sia la fascia giovane della nostra nazione, infatti, come dimostrano le statistiche, il tasso di povertà diminuisce con l’aumentare dell’età del campione di persone preso in esame.

Da queste due considerazioni ne discendono svariate altre: cominciamo analizzando il perché è la gioventù ad essere maggiormente colpita.

Domandarselo finisce per sfiorare il retorico se si conosce l’involuzione degli ultimi anni sul tema del lavoro e della tutela stessa dei lavoratori.

In sintesi il giovane è più povero perché è precario, il che significa che guadagna denaro, che spesso sarebbe comunque insufficiente nella sua quantità, ad intermittenza, e ci sono dei mesi nei quali è costretto a fare di necessità virtù.

La persona adulta o anziana invece è economicamente più sicura, in quanto o protetta da contratti stipulati in tempi nei quali, pur vigendo il capitalismo, non si era ancora giunti ai livelli attuali, o al sicuro grazie ad una pensione ottenuta prima che riforme assurde e radicalmente padronali ne posticipassero il termine per poterne avere diritto fino a livelli ridicoli.

Gli effetti di tutto ciò sono un mercato del lavoro stagnante, dove non c’è ricambio in quanto da un lato chi è più avanti con l’età non rinuncia al proprio accordo aziendale e quindi al suo  stipendio e aspetta fino all’ultimo che scattino i termini per essere pensionato, visto che sa che la pensione ha una consistenza economica di molto inferiore rispetto ad un’ordinaria mensilità lavorativa, dall’altro l’azienda, nelle persone del datore di lavoro e degli altri azionisti se essa è quotata in borsa, è ben felice di questo gioco, in quanto non è costretta a rinnovare l’organico con assunzioni a tempo indeterminato e può avvalersi di collaborazioni saltuarie retribuite di tanto in tanto.

La situazione non migliorerà di certo, anzi tutto il contrario, se i governi continueranno, per mezzo di provvedimenti scellerati e privi di ogni logica che non sia quella del profitto, l’unica che il capitalismo ha dimostrato negli anni di seguire, a far salire l’età pensionabile, avvalendosi della patetica scusa costituita dall’allungamento dell’aspettativa di vita.

Più si seguirà questa perversa logica meno posti di lavoro si sbloccheranno e meno giovani avranno la possibilità sia di realizzarsi personalmente facendo esperienza in un contesto sociale che sia diverso da quello domestico e li ponga a contatto diretto col mondo esterno e le dinamiche che gli appartengono, sia di avere le possibilità finanziarie per costruire un nucleo familiare se possibile ampio, che dia nuova linfa ad una comunità nazionale ormai ridotta ai minimi termini come quella italiana.

Se ciò è vero, se cioè della nostra comunità è rimasto ben poco lo si deve a un sistema onnivoro e ad uno Stato che, rappresentandolo degnamente, si disinteressa totalmente della prosperità non solo morale, valoriale o economica del popolo che è chiamato ad amministrare, ma anche solo semplicemente numerica.
Torniamo allora alla seconda considerazione espressa nella fase iniziale dell’articolo, che consisteva nel prendere confidenza con il fatto che il grado di povertà aumenti a dismisura con l’aumentare dei componenti di una famiglia.

La motivazione per cui questo accade risiede nella conseguenza di quanto espresso poche righe sopra: se il giovane non riesce ad entrare nel mondo del lavoro in pianta stabile si vede sensibilmente ostacolato nel perseguire lo scopo di costruire una famiglia.

Ovviamente se questo già è difficile figuriamoci cosa accade se i figli da sfamare sono più di due, si va incontro a situazioni ai limiti della disperazione sociale.

Durante il corso delle legislature i diversi esecutivi che si sono avvicendati hanno tutti fatto promesse riguardo all’introduzione di agevolazioni per le famiglie numerose e cose simili.

La realtà è che nella maggior parte dei casi degli aiuti promessi non si è vista nemmeno l’ombra, mentre quando sono arrivati essi si sono limitati a provvedimenti dalla scarsa utilità concreta, in quanto non davano di certo un aiuto determinante che avesse riscontro nella vita quotidiana di una famiglia chiamata al compito di occuparsi di più bambini, ma offrivano nel migliore dei casi una soluzione limitatissima nel tempo e di scarsa consistenza.

Se questo accade è perché non c’è nessun tipo di volontà da parte di chi ci governa di agevolare la crescita del popolo italiano, sotto qualsiasi forma il termine crescita possa essere utilizzato.



Al contrario c’è invece quello di assecondare il disegno capitalista che vede nell’immigrazione la soluzione anche al problema delle nascite, concetto espresso più volte dalla nostra classe politica do governo durante i tanti inviti all’accoglienza incondizionata di cui si è resa protagonista.

E’ chiaro infatti che un progetto capitalista come quello che stanno attuando sulla nostra pelle prescinde da ogni considerazione di ordine valoriale che vada oltre la più strisciante materialità.

In questo senso non viene guardato per nulla il modo nel quale vengono raggiunti determinati obiettivi, l’unico aspetto sul quale viene riposta attenzione è quello finanziario.

Ne consegue che anche la disintegrazione di una nazione sotto ogni sua forma per la logica liberista non solo arriva ad essere  comprensibile, ma addirittura necessaria se preclude all’avanzare del mondialismo, approdo ultimo di chi oggi detiene il potere sul nostro pianeta.

Se a tutto questo servisse un’ennesima conferma è il calendario dei lavori delle nostre due aule parlamentari a fornircela:  il governo infatti si è proposto di approvare in fretta e furia il decreto con il quale si impegna a salvare le banche venete, insomma, non proprio una priorità degli italiani, che preferirebbero di gran lunga vedere i loro organi istituzionali, peraltro nemmeno eletti, occupati a discutere su come migliorare la condizione economica di un popolo ormai martoriato.

Dobbiamo renderci conto che le nostre priorità non coincidono affatto con quelle che ha chi amministra purtroppo il nostro destino, che è assai più impegnato ad aiutare una cerchia di poche personalità grazie al sostegno delle quali tuttavia esso si garantisce l’esistenza e la durata.

La domanda che ogni cittadino dovrebbe porsi è come mai ogni giorno chiudono piccole attività, schiacciate dalla concorrenza sleale e dalla tassazione elevata, e non ricevono nessun aiuto dallo Stato nei momenti di difficoltà proprio perché si tratta di aziende private, mentre per gli istituti bancari questo discorso non vale?
Per questi ultimi infatti la logica è che i profitti li intascano i privati, mentre se c’è da fare un’operazione di salvataggio viene invocata la collettività, solo ed esclusivamente per preservare le posizioni personali di pochi giganti capitalisti e non quella dei correntisti, esposti giornalmente agli sbalzi di umore propri di un sistema instabile come quello capitalista.


E’ passato poco tempo da quando è stato chiesto a questo governo di intervenire per risolvere la questione di Alitalia, nella quale c’erano in ballo molti posti di lavoro, e con essi il futuro di altrettante famiglie, e la risposta fu negativa, argomentata con il fatto che non c’erano i fondi necessari e dovevano pensarci solo ed esclusivamente gli azionisti.

La copertura economica per salvare una o più banche però stranamente si trova sempre, magari togliendo fondi agli ambiti strutturali cardine del paese come ad esempio l’istruzione o la sanità, oppure attraverso il nuovo ente pubblico economico Agenzia delle Entrate- Riscossione, che dal mese di luglio sostituirà Equitalia mantenendone al cento per cento gli intenti e le caratteristiche.

Evidentemente siamo entrati in campagna elettorali, e porta più consensi far scrivere ai giornalisti amici titoli come:” Sparisce Equitalia” tranne non fare menzione della costituzione di questo nuovo soggetto, che di diverso rispetto a Equitalia  ha solo il logo e la modulistica piuttosto che spiegare bene le cose in tutti i loro aspetti.

Continueremo ad essere invasi da cartelle figlie di questo sistema che rasenta l’usura, e seguiteremo a dover fare i conti con la povertà fino a quando il sistema non cambierà i suoi principi generali e tutto il suo impianto, ma nessuno, tranne voci libere come le nostre, ve lo dirà.

D’altronde, come recitava il testo di una celebre canzone riferendosi agli organi di informazione dietro a cui si celano i grandi gruppi finanziari: “Il giornalismo insegna, quando serve non spiega”.

Daniele Proietti






DELLO STESSO AUTORE : “ DITTATURA INVISIBILE” , EDIZIONI DELLA LANTERNA :