mercoledì 21 settembre 2016

EUROPA SENZA EUROPEI ?



Nella prefazione della seconda edizione di quest' opera , nel 1936, Benito Mussolini, la dichiarava " un' opera che ogni fascista deve leggere perchè affronta il problema più urgente del nostro tempo".

80 anni dopo, l' urgenza di quest' opera è ancora più scottante.

Ma di cosa parla ? L' " Europa senza gli europei" è l' Europa caduta nel baratro della denatalità, destinata a scomparire e i popoli europei destinati alla estinzione.

All' epoca già ci poneva il problema della scomparsa della razza bianca, oggi questo problema è realtà, perchè il piano di sostituzione etnica dei popoli europei è in avanzatissima fase, a causa della alluvione di finti profughi negri e orientali  sulle coste italiane.

 Il libro, che già prefigura questo rischio, è completato in appendice da un significativo e attualissimo saggio di Observer sul piano Kalergj e sulla programmata distruzione della identità europea. 

Un libro scottante, dedicato alla " fine di una razza" e che già 80 anni fa prevedeva quello che accade oggi.

Profetico.

LINK UFFICIALE DEL LIBRO :




venerdì 16 settembre 2016

LA DINASTIA DEL DENARO

La storia della dinastia dei gran sacerdoti del denaro : 

ha dichiarato in una intervista Andrea Zunino, portavoce del movimento dei Forconi : " Vogliamo restituire dignità e sovranità all' Italia, schiava delle banche. Ed è inquietante sapere che i cinque  sei banchieri più ricchi del mondo sono tutti ebrei". Ecco la storia di questi banchieri : i Rotschild, che dai ghetti medievali hanno serrato nelle loro mani tutte le ricchezze del pianeta. A  loro le ricchezze, a noi la miseria... Un testo storico accattivante e scorrevole come un romanzo, opera di uno studioso di trame dell' alta finanza formato alla scuola del prof. Auriti.Completano il volume brevi saggi finali di Alberto Mazzer e numerose caricature " politicamente scorrette" della dinastia dei Rotschild ed elaborate fra le due guerre mondiali. Un volume unico ed imperdibile.


pagina ufficiale del libro : 



domenica 11 settembre 2016

L' UNDICI SETTEMBRE DELLA VITTORIA CRISTIANA




Precisamente 333 anni fa, tra l’11 e 12 settembre Vienna cuore dell'Europa vive con angoscia quella che sembra l’ultima notte prima della conquista dell'esercito ottomano. I turchi hanno aperto brecce nei bastioni e i difensori superstiti, dopo aver respinto diciotto attacchi ed effettuato ventiquattro sortite, sono allo stremo, mentre i giannizzeri attaccano, infiammmati dai loro predicatori, e i cavalieri tatari scorazzano per l’Austria e la Moravia.

All’alba qualcosa cambia.. il frate cappuccino Marco da Aviano con il re di Polonia e altri europei, si presentano a Kalhenberg, presso Vienna, 65.000/75.000 cristiani affrontano in battaglia campale 200.000 ottomani.

Sono presenti con le loro truppe i principi del Baden e di Sassonia, i Wittelsbach di Baviera, i signori di Turingia e di Holstein, i polacchi e gli ungheresi, il generale italiano conte Enea Silvio Caprara (1631-1701), oltre al giovane principe Eugenio di Savoia (1663-1736), che riceve il battesimo di fuoco.
La battaglia dura tutto il giorno e termina con una terribile carica all’arma bianca, guidata da Sobieski il re di Polonia in persona, che provoca la rotta degli ottomani e la vittoria dell’esercito cristiano: questo subisce solo 2.000 perdite contro le oltre 15.000/18.000 dell’avversario. L’esercito ottomano fugge in disordine abbandonando tutto il bottino e le artiglierie e dopo aver massacrato centinaia di prigionieri e di schiavi cristiani. Il re di Polonia invia al Papa le bandiere catturate accompagnandole da queste parole: "Veni, vidi, Deus vicit".

Per i servigi resi alla Cristianità il Papa conferì al re polacco lo stocco pontificio, con cui la Santa Sede era solita omaggiare i condottieri cristiani che si distinguevano per i loro servizi.

La civiltà cristiana era salva. Era l’ 11 settembre 1683.

Reporter




1683: la crociata di Innocenzo XI salva la Cristianità.

(…) Se non che in un'altra lotta, più minacciosa e tremenda, fu dato a Innocenzo XI di cogliere la palma della vittoria, meritandosi nella storia il titolo di salvatore della Cristianità dalla invasione dei Turchi. Al qual proposito teniamo a rendere noto che nel ricordare tali memorabili eventi, essenziali nella vita del Nostro Beato, ma lontani di quasi tre secoli e svoltisi in circostanze così diverse dalle presenti e ormai pienamente sorpassate, non abbiamo inteso in alcun modo di mancar di riguardo verso la Nazione turca, con la quale abbiamo relazioni, se non ufficiali, certo del tutto cortesi.

A dire il vero, Innocenzo non era un uomo politico nè per professione nè per inclinazione. Si ha anzi quasi l'impressione che, al momento della sua elevazione alla Sede di Pietro, non possedesse in questo punto una conoscenza del tutto chiara ed esatta della condizione straordinariamente intricata dell'Europa in quel tempo. Anche come Papa, egli si mantenne completamente al di fuori delle varie Leghe ed alleanze dei Principi cristiani, fra di loro o degli uni contro gli altri. Se dunque la storia commemora la sua grande azione politica, si spiega soltanto col fatto che la coscienza della sua responsabilità lo indusse ad entrare in quel campo. Si trattava, verso il 168o, di liberare l'Europa cristiana da un pericolo mortale, che, nella giusta estimazione di Innocenzo XI, non avrebbe potuto essere scongiurato, — dopo il necessario ricorso all'aiuto divino, — se non con un'azione, almeno principalmente, politica, iniziata dal Papa stesso, riunendo, cioè, le forze sparse delle nazioni europee sotto l'unico vessillo cristiano.




La vittoria marittima delle forze cristiane a Lepanto, la cui anima era stato il Suo e Nostro Santo Predecessore Pio V, aveva bensì, fiaccato la potenza ottomana e frenato l'impeto delle sue conquiste. Ma il confine del territorio dominato dai Turchi verso l'Europa centrale, rimasto immutato, rasentava Vienna; dell'Ungheria poi, dopo il 1541, non restava libera che una angusta striscia. La Porta poteva di nuovo sollevarsi, e lo fece sotto l'abile e temuto Gran Visir Kara Mustafà. Era suo disegno invadere l'Europa centrale, i territori della Casa degli Asburgo e, senza dubbio, passare anche in Italia.

In tale condizione di cose il pensiero dominante d'Innocenzo, che egli molto spesso manifestava, talvolta con ardente eloquenza, agli Inviati di Luigi XIV, era un contrattacco concentrico delle Potenze cristiane unite, inclusa Mosca, e in cooperazione con la Persia (cfr. Lettera del Card. Cibo al Nunzio di Polonia, 3o ottobre 1677 - Arch. Segr. Vatic., Nunz. di Polonia 183 A, fol. 104v-105).

Ma la dura realtà dei fatti deluse le sue speranze; Innocenzo dovè ridurre il suo progetto, restringendosi a promuovere un'alleanza tra l'Imperatore Leopoldo I e il Re di Polonia Giovanni III Sobieski, da lui chiamato « l'antemurale della Cristianità ». Però anche contro questo piano si addensò un cumulo di difficoltà, che parvero insormontabili ad ogni umano sforzo. Da parte sua, la Porta, che osservava attentamente gli sviluppi della politica europea, mentre sembrava non nutrire timori circa i Principi cristiani, non nascondeva la sua apprensione per l'opera del Papa. L'Ambasciatore veneziano a Costantinopoli, Pietro Civrano, così infatti informava il Senato di Venezia, nel 1682: « Fra' principi cristiani... non è posto nell'infima considerazione il Pontefice; lo credono atto a comporre qualche lega tra Principi Cristiani, unico più temuto freno degli infedeli » (Le Relazioni degli Stati Europei lette al Senato dagli Ambasciatori veneziani nel secolo decimosettimo, raccolte ed annotate da N. Barozzi e G. Berchet, Turchia, vol. unico, parte II, Venezia 1872, pag. 270).

Apprensione veramente fondata, poichè Innocenzo XI fin dal 1677, con energia quasi sovrumana, non lasciava nulla di intentato per venire a capo di quell'alleanza. Questa, a sua volta, era intralciata, fra l'altro, dagli equivoci e dalle diffidenze nutrite dall'una parte verso l'altra, dal fatto che Sobieski, già per sè poco affezionato all'Imperatore, si era lasciato guadagnare alla politica antiasburgica di Luigi XIV, ed inoltre, perchè nella stessa Polonia l'alleanza con l'Imperatore costituiva pomo di discordia dei partiti. Con lungo e tenace sforzo, il Papa, validamente sostenuto dai suoi Nunzi in Vienna e in Varsavia, eliminò un ostacolo dopo l'altro, fino a trarre Sobieski alla sua causa. Ma ecco che una nuova bufera minacciò di sommergere la nave giunta quasi in porto. In seno alla Dieta polacca, l'opposizione pareva insuperabile. Ma la Provvidenza divina, con visibile intervento, esaudì i voti d'Innocenzo XI. Inaspettatamente, allorchè nell'albeggiare del mattino di Pasqua, 18 aprile 1683, Sobieski comparve dinanzi alla Dieta e chiese l'accettazione dell'alleanza e la chiusura del Parlamento, ogni resistenza cessava. Nel rapporto del Nunzio in Polonia, Mons. Opizio Pallavicino, inviato lo stesso giorno al Card. Cibo, echeggia ancora il tono drammatico di quella lotta, il cui felice esito si attribuiva al santo zelo di Innocenzo XI. In quella notte — così egli scriveva — rimase del tutto compiuta l'opera tanto necessaria per la conservazione della Cristianità, e tanto desiderata dal S. Padre. Questa — egli aggiungeva — è una grazia singolare concessa da Dio alla Cristianità per i voti e le preghiere della Santità Sua, dovendosi confessare non poter essere opera umana, perchè qualunque industria, eloquenza ed arte non era valevole per ciò, dovendosi credere quasi veramente impossibile, e cosa più che naturale, il vedere, se non estinte, sopite le discordie, la rabbia, gli odii e rancori, cresciuti in sommo grado. Insomma tutte le circostanze facevano quasi disperare del buon esito di un affare sì importante, onde l'essersi felicemente concluso deve unicamente attribuirsi a Dio, mosso dai ferventi voti di Sua Santità (cfr. Arch. Segr. Vatic., Nunz. di Polonia 101, fol. 187).




L'intervento divino giungeva in tempo per salvare la Cristianità dal pericolo ormai estremo. Infatti nello stesso giorno in cui l'alleanza fra l'Imperatore Leopoldo e Sobieski era conclusa, il potente esercito turco per l'offensiva da Adrianopoli a Belgrado si metteva in movimento. Nei mesi che seguirono, IL Papa, non tralasciando un più intenso ricorso a Dio, si adoperò affinchè all'alleanza fosse data maggiore saldezza mediante un atto solenne le cui circostanze mostrano come egli fosse la guida morale del movimento di liberazione. Il 16 agosto 1683, nel Palazzo Apostolico del Quirinale i due Cardinali Protettori, Pio per l'Imperatore Leopoldo, e Barberini per il Re di Polonia, prestarono solenne giuramento nelle mani del Pontefice per la esatta esecuzione di tutte le obbligazioni e clausole convenute nell'alleanza offensiva e difensiva contro la Turchia, sottoscritta già dai Plenipotenziari il 1° aprile di quell'anno. La gioia d'Innocenzo XI in quel momento, e la sua commozione fino alle lacrime — come attesta il Card. Barberini in un'accurata relazione al Re di Polonia (20 agosto 1683 - Bibl. Vatic., Barb. lat. 6650, fol. 116-117) — erano pari alla trepidazione di una vigilia di battaglia, e alla speranza che quel patto potesse svilupparsi in una più ampia lega. Devotamente invocato il nome di Dio, il Papa implorò dal Datore di ogni bene le celesti benedizioni su quei Principi, esprimendo l'augurio che quanto era stato convenuto sarebbe inviolabilmente portato ad effetto (cfr. Arch. S. Congreg. de Propaganda Fide, Miscellanea Arm. VI, 39, fol. 280-283). Infatti, sebbene il detto trattato riguardasse immediatamente la guerra contro i Turchi; tuttavia in fine si stipulava che « siccome a questa alleanza erano non solo da invitarsi i Principi cristiani, ma anche da ammettersi quelli che spontaneamente vi si offrissero, perciò ambedue le Parti si obbligavano, in quanto era possibile, d'invitare alla medesima i Principi amici e alleati, di guisa che però si avesse l'accordo e il consenso di ambedue le parti, ogniqualvolta qualche Principe fosse da ammettersi; specialmente ambedue avrebbero invitato con ogni cura i Serenissimi Zar di Mosca » (cfr. Bibl. Vatic., Vat. lat. 12201, fol. 210v).

Nell'ora in cui si compiva così la solenne ratificazione dell'alleanza, Vienna era stretta d'assedio già da un mese, e Sobieski in viaggio con le sue truppe. I grandi eventi erano ormai maturi. La storica ora della battaglia definitiva di Vienna scoccò col primo limpido sole del 12 settembre, allorchè l'esercito di soccorso assalì quello degli assedianti. Prima del tramonto la vittoria arrideva nettamente agli eserciti cristiani, che incalzavano i Turchi in piena disfatta. Era a tutti chiaro che un così splendido successo fu reso possibile soltanto dalla cooperazione delle due armate, l'imperiale e la polacca. I contemporanei gli storici posteriori sono unanimi nell'affermare che l'artefice primario dell'alleanza, e quindi della liberazione di Vienna e del miglior corso che prese da quella la storia d'Europa, fu Innocenzo XI, il quale a sua volta, con commovente umiltà, ne attribuì ogni merito e gloria a Dio, per l'intercessione della sua Santissima Madre. Nel Concistoro segreto del seguente 27 settembre 1683, dopo avere pronunciato amplissime lodi all'Imperatore Leopoldo e al Re di Polonia, egli terminava così la sua Allocuzione: « Quod reliquum est, omnis spes et fiducia Nostra Deo est; Ipse enim, non manus Nostra, fecit haec omnia; proinde sincero cordis affectu convertamus nos ad Dominum Deum, Nostrum, ut mereamur eius semper protectione defendi ab inimicis nostris in angustiis et tribulationibus » (Bibl. Vatic., Bari) lat. 2896, fol. 590v).

A quella vittoria, che segnò il principio della ritirata della Potenza ottomana dall'Europa, e alla susseguente liberazione di Budapest ottenuta tre anni dopo, nel 1686, con l'estendersi della lega a Venezia e a Mosca, è indelebilmente legato il nome del Pontefice Innocenzo XI, come Uomo di Dio e Capo della Cristianità. (…)


Radiomessaggio di Pio XII in onore del beato Innocenzo XI (7/10/1956)

giovedì 8 settembre 2016

IL PAESE DEI CAMPANELLI


Ieri per caso ho ascoltato una parte del TG di sky e ho sentito una buona notizia per i 5000 senzatetto del terremoto. Il governo ha deciso di dare agli sfollati ben 200 euro al mese per trovarsi una sistemazione.

Naturalmente per i clandestini ci sono 35 euro al giorno e quindi 1050/1085 al mese ma, questa è un altra storia tutta italiana.

[ letta sul web ]


mercoledì 7 settembre 2016

UN RINGRAZIAMENTO A TUTTI I COLLABORATORI DI " DISSONANZE"



Di : Edoardo Longo
In questi  giorni questo blog ha raggiunto 197.390  visite , che sono un traguardo ragguardevole per un blog apartitico , senza sponsors e senza agganci politici. Se poi si calcola a queste visite le oltre 130.000 della prima gloriosa versione sulla piattaforma di splinder ( e le sue numerose traversie, che però non hanno mai  raggiunto l’ obiettivo prefissatosi dai numerosi avversari, cioè della chiusura del sito ) , c’è di chi essere soddisfatti. Si consideri anche che il totale realizzato quando per la prima volta ringrazio i collaboratori di questo blog ( alla fine di novembre del 2013 ) era di 62.000, visite, vuol dire che in poco tempo le visite si sono triplicate , mentre per le prime 62mila si erano resi necessari oltre due anni di tempo .

Ma c'è di più.   Questi sono i conteggi effettuati dal contatore di serie di ogni blog della piattaforma di blogger. Questi contatori sono imprecisi, infatti, quando superano un tetto massimo di contatti in un giorno, si fermano e, se i contatti proseguono, si fermano al tetto massimo cui sono tarati. 

Per avere una idea reale del numero di Lettori di questo blog, bisogna far capo ad altro contatore, molto più elaborato, che è quello del profilo di Google plus

Ecco il link del profilo di google plus associato a questo blog :


in questo profilo sono di fatto solo pubblicati i link di rinvio agli articoli di questo blog ed il profilo è stato aperto alcuni mesi dopo l' apertura di questo blog. Di fatto, ogni visita a questo profilo indica una visita ad uno dei post di questo blog.

Quanti sono i contatti effettuati su questo profilo ? in data odierna questo contatore indica la cifra di 3.443.213 cioè oltre  TRE MILIONI , 443mila  e 213  visite al blog .... Una cifra altissima, che fa di questo blog uno strumento di comunicazione ed informazione di spessore nazionale. inoltre, la versione Google plus di questo blog  conta 1.052 iscritti che ne ricevono in tempo reale ogni aggiornamento. 
Una piccola navicella come questa ha resistito a marosi e a procelle che la avrebbero potuta facilmente schiantare, senza la determinazione di chi la ha voluta e tenuta in piedi ad onta di ogni vile aggressione, da destra , come da sinistra, come pure da parte della " lobby che non esiste " ( ma che sa molto nuocere alla libertà di pensiero...) e che conta molti magistrati sul suo libro - paga....
Ma non è per trionfalismo che pubblico ancora   queste note, bensì aggiornate,, ma per un ‘altra ragione. 

E precisamente per ringraziare tutti i validissimi e numerosi collaboratori che si sono aggiunti  ancora durante questo anno  e che hanno trasformato questo blog in una testata di informazione e di analisi politica molto apprezzata  proprio per il suo carattere decisamente controcorrente.
Molte analisi politiche sul sistema usurajo che sta strangolando la società italiana le trovate solo qui e decisamente introvabili altrove sono le informazioni sulla piaga vergognosa dei processi politici in Italia. Come pure tante informazioni di editoria controcorrente, che meritano supporto e sostegno, per il coraggio dei loro animatori.
Un ringraziamento sentito da parte mia, quindi, a tutti i volontari che collaborano per passione politica e civile a questo blog di informazione controcorrente.

 Ed un invito : chiunque volesse entrare nella equipe di Dissonanze non esiti a farlo .  Gli argomenti  che trattiamo in questa testata informativa sono indicati nell’ indice del sito ( colonna a destra) , e vi è massima libertà di collaborazione, senza censure ideologiche. Qui nessuno è iscritto a partiti politici e  a nessuno si chiede conto di appartenenze ideologiche. Si offre invece piena libertà di opinione ed espressione e anche la protezione di uno pseudonimo ,se richiesta.
Il sottoscritto, poi, è notoriamente una tomba nel proteggere l’ identità e la riservatezza di chi si affida a lui.
Per collaborare, basta inviare i propri post a questo indirizzo email :
longolegal@libero.it


Per finire, una piccola considerazione ed un invito. Chi collabora a questo blog lo fa per passione politica e culturale e non è retribuito. ma lo spessore degli interventi qui ospitati è significativo , e i collaboratori di questo blog si impegnano per fornire questo servizio gratuito di informazione alternativa e controcorrente.  

Non  è chiedere troppo chiedere ai Lettori un segno concreto di apprezzamento verso questo lavoro, sia pure volontario e gratuito. Un piccolo segno che si concretizzi, oltre pubblicizzare questo blog e a farlo conoscere, anche attraverso l' acquisto, ogni tanto, di uno dei libri pubblicati dalle Edizioni della Lanterna, cui fanno riferimento gli autori degli scritti che qui leggete. 

Il catalogo dove scegliere i libri da acquistare ? Eccolo :


In ogni caso, La navigazione di questo blog continua. 

Barra a dritta, lungo la rotta affascinante della libertà.  



lunedì 5 settembre 2016

UMORISMO LAICO , CIOE' LAIDO


“Terremoto all’italiana: penne al pomodoro, penne al gratin, lasagne”.

Pensavamo fosse un fake, lo abbiamo sperato, invece no: non è una bufala la vignetta di Charlie Hebdo che si prende gioco delle 294 vittime del sisma che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto scorso.

A pagina 16 del numero in edicola, un uomo e una donna ricoperti di sangue e con i vestiti stracciati sono uno accanto all’altra, i volti sono quelli dell’angoscia, a seguire una montagna di cadaveri, di corpi esanimi: un nauseabondo menu tricolore secondo la rappresentazione del settimanale satirico francese.

La cui redazione, ricorderete, venne colpita il 7 gennaio 2015 da un attacco terroristico compiuto da Saïd e Chérif Kouachi, dichiaratisi affiliati di Al-Qaeda: i morti furono 17. Quel giorno, e i giorni e le settimane e i mesi dopo, partì la campagna “Siamo tutti Charlie” in difesa della libertà d’opinione e della libertà di stampa, intesi in senso “ laico e ateo”.

Personalmente non spesi una lacrima per quei vignettari osceni.

Pagliacci che  avete dichiarato “ siamo tutti Charlie “, dove siete ?

Ridete ora, sul sangue dei morti del terremoto, e magari anche di Marisol Piermarini,18 mesi, morta sotto le macerie di Amatrice.

State comunque tranquilli e non correte sotto i grembiulini del vostro Maestro di Loggia : nazionalisti italiani che vengano ad ammazzarvi in redazione non esistono…


REDAZIONE DI DISSONANZE


POST SCRIPTUM :

Per chi non lo sapesse, Charlie Hebdo è di proprietà ROTHSCHILD :


Inoltre, il proprietario iniziale  nonché fondatore e caporedattore di Charlie Hedbo fu Bernard Maris, fratello massone e alto dignitario del Grande Oriente di Francia, anch'egli morto tragicamente nel celebre attentato

venerdì 2 settembre 2016

SOSTITUZIONE ETNICA AVANTI TUTTA



Io continuo a sostenere che l’unica possibile risposta davanti all’invasione possano solo essere i muri, come hanno fatto in Ungheria e a seguire, blindando i confini con i militari, tutti gli Stati della rotta balcanica.

Per l’Italia l’equivalente dei muri sarebbero i pattugliamenti in mare, esattamente come fanno Malta e la Spagna, per intercettare i barconi prima che lascino le acque internazionali libiche o egiziane, e rimandarli ai porti di partenza, in questo modo si fermerebbe l’invasione.

Invece sembra che vogliamo che mezza Africa si trasferisca in Italia e una conferma a questa mia affermazione arriva da quanto accaduto negli ultimi 4 giorni, in cui le imbarcazioni della nostra Guardia Costiera o della nostra Marina Militare hanno raccolto 13mila immigrati provenienti in prevalenza dai porti libici, in particolare quello di Sabratha.

Quasi tutti gli interventi, a detta di molti giornali stranieri, in particolari dei media maltesi, sono avvenuti direttamente nelle acque territoriali libiche a circa una ventina di chilometri dai porti.

In pratica i barconi, autentiche carrette del mare, spesso prive anche del carburante necessario alla traversata, avrebbero semplicemente percorso le poche miglia nautiche, una decina, necessarie per essere intercettate dalle nostre navi che hanno poi trasbordato gli immigrati e, al posto di riportarli direttamente nella vicina Sabratha da dove erano partiti, li hanno invece portati in Italia, con un viaggio molto più lungo, un viaggio di centinaia di chilometri, per raggiungere la Sicilia e ancora più lungo per raggiungere la Calabria e la Puglia.

E davanti a questo ‘scafismo di Stato’ mi tornano in mente le parole della direttrice della sede maltese della ong  ‘Jesuit Refugee Service’, che nell’ottobre 2015 dichiarò che c’era un accordo sotto banco tra Malta e l’Italia per tenere il flusso dei barconi carichi di immigrati lontani dalle coste maltesi e farli arrivare in Italia.

E infatti tra il 2014 e il 2015 a Malta sono arrivati meno di 1000 immigrati, mentre in Italia ne sono arrivati più di 300mila e quest’anno siamo già oltre 120mila.

E chi ci guadagna da questa invasione?

Le migliaia di cooperative vicine alla sinistra, uno dei serbatoi elettorali più fidati per questo Governo, che oggi ospitano 145mila richiedenti asilo alla media di 35 euro giornalieri per ogni Forse, a pensarci bene, non serve farsi tante domande sul perché le nostre navi vanno nelle acque libiche a prendersi gli immigrati…immigrato ospitato, un ‘tesoretto’ da quasi 4 miliardi l’anno.

E così facendo, la sinistra italiana, che già si ingrassa con le tasche degli Italiani in questo modo, fa pure un enorme favore a Soros, che, pure lui, paga bene chi  asseconda il piano Kalergj della alluvione di africani e mussulmani in Europa, di cui è esecutore…

Insomma : Piatto ricco, mi ci ficco ! Grazie Italiani beoti e istupiditi dal buonismo d’ accatto, grazie Soros, Grazie Conte Kalergj !

E la sostituzione etnica del popolo italiano avanza a ritmi serrati.. Il tempo  ( prima della caduta del governo) è poco e la massa di africani da importare è tanta…..

Observer



giovedì 1 settembre 2016

LE EDIZIONI DELLA LANTERNA IN VENDITA ANCHE SU AMAZON SENZA COSTI DI SPEDIZIONE !


Una grossa novità per i nostri Lettori : poco alla volta, tutti i libri da noi editi saranno tutti  acquistabili sul più grosso sito di vendita libraria su internet, quello di AMAZON.
Per sapere quali saranno i libri di volta in volta anche acquistabili su Amazon,  consultate la barra dei links  a destra nel sito ufficiale delle Edizioni della Lanterna, che si trova a questo indirizzo :



Fatto ? Cercate l' elenco " I Libri della Lanterna in vendita anche su Amazon" : ci sarà un elenco di links interattivi con il titolo del libro che, cliccati, condurranno alla pagina di Amazon dove potrete trovare in vendita i singoli  libri. Questa barra però non sempre è aggiornata.
Consultate periodicamente la barra dei links del sito , perchè i libri saranno posti in vendita su Amazon un poco alla volta. al momento sono stati già messi in distribuzione su Amazon circa venti libri.

Questa modalità di acquisto appare oltre modo conveniente, perchè per gli ordini superiori ai 19 euro,  non vi sono spese postali a carico e sono previsti sconti !
Inoltre, anche su questo sito sarà possibile trovare i link dei libri su Amazon.

Basterà consultare la sezione apposita di questo sito, a questo link e in particolare a quello che vi segnaliamo appena qui sotto.

Ricordiamo che da questo link di questo blog vi comparirà l' elenco aggiornatissimo dei nostri esplosivi libri presenti su Amazon e librerie online consorelle :
Alla faccia di chi vorrebbe reprimere la libertà di pensiero e di ricerca...

Inoltre, anche su questo sito è posta, sulla barra destra, una immagine del logo di Amazon che, cliccata, conduce alla catalogazione dei nostri libri diffusi da questa grande libreria internazionale on line.


Buona Lettura e ... non fate i levantini … acquistate questi libri controcorrente. Non ne  troverete altri di così indipendenti e coraggiosi e .... più a buon prezzo !

NELLA TERRA DI BENGODI



Figlia di benestanti, si era ritoccata la pancetta. Ma ha scelto di venire qui da "clandestina" e finta profuga  - In due giorni sbarcati in Italia 7.000 clandestini.


Nuove " risorse" in arrivo.

Tra gli ultimi immigrati soccorsi e fatti approdare al porto di Pozzallo (Ragusa) circa quattrocento persone - c'è anche lei: una giovane marocchina che accusava dolori all'addome. Tutti i media hanno pianto calde lacrime nel dare la notizia, sottolineando come questi fossero i segni dei pericoli sanitari  dei " profughi" nell' affrontare la perigliosa traversata del mar Mediterraneo. La donna venne prontamente ricoverata in ospedale. In ospedale il fatto si è rivelato molto, molto diverso....

La finta profuga , A.M., queste le iniziali del nome, 27enne originaria del Marocco, si era sottoposta non meno di trenta giorni prima nel suo paese d'origine a un'addominoplastica, ovviamente a pagamento. 

Si tratta di un intervento di correzione del rilassamento addominale e in alcuni casi viene rimosso il grasso o tessuto adiposo in eccesso per tendere la parete addominale. Insomma si era tolta la «pancetta», chirurgia plastica che tanti  vorrebbero fare ma che non possono permettersi. Alcuni siti medici specialistici sottolineano che questa tipologia di intervento non è volta alla riduzione del peso, quanto al miglioramento estetico della regione addominale.

Sbarcata a Pozzallo, la ragazza si è scoperto provenire  da una famiglia di ceto medio-alto.

 Il suo viaggio alla volta dell'Italia sarebbe iniziato dalle coste libiche con altre 400 persone pur di esaudire i suoi sogni nel cassetto di approdare nel Bel Paese. Bel Paese, ormai, solo per chi non è italiano. Dopo le dimissioni dall'ospedale la giovane ha fatto rientro nella struttura d'accoglienza a cui è stata destinata.

Potrà a nostre spese ritornare presto a fare la sua vita di sempre, benchè,  avrà numerosa concorrenza, sbarcata in Italia....

Nessuno la rispedirà indietro, benchè come profuga sia falsa come una moneta da tre euro….

Avanti, c'è posto per tutti ! Paga Pantalone ! 

Dopo la traversata marina : On the road again…..Benvenuta “ profuga” nella terra di Bengodi….

E i terremotati italiani restano a guardare ( le stelle ).


Observer




domenica 28 agosto 2016

IL SEGRETO DEL GRAN KAHAL

L' unico testo disponibile in lingua italiana che svisceri  con ricchezza di fonti il segreto della rete di tribunali che la comunità ebraica della diaspora ha intrecciato su tutti i territori in cui si è diffusa nell' Occidente.

 Un tribunale segreto religioso ?

Un tribunale le cui sentenze si applicano anche ai " gentili" a loro insaputa e processati in contumacia ?

Un tribunale per rafforzare il dominio delle comunità ebraiche sul mondo ignaro che le ospita ?

Un testo che non dà facili risposte a questi quesiti che non tutti osano neppure pronunciare, ma che non ammannisce neppure edulcoranti risposte ispirate al " politically correct"... un testo che aiuta a pensare e offre la più ampia bibliografia esistente oggi sull' argomento.

Il libro è accompagnato da illustrazioni sul tema di ispirazione medievale che lo rendono unico e nel contempo aiutano ad affrontare il nodo rimosso  del potere nascosto del giudaismo nelle civiltà occidentali.


LINK UFFICIALE DEL LIBRO :


venerdì 26 agosto 2016

TERREMOTO DEL VULTURE, ITALIA DEL SUD , 1930.



Terremoto del Vulture, 1930.

Il capo del Governo, Mussolini, appena conosciuta notizia del disastro convocò l'allora Ministro dei Lavori Pubblici, l'on. Araldo di Crollalanza e gli affidò l'opera di soccorso e ricostruzione. Araldo di Crollalanza, in base alle disposizioni ricevute e giovandosi del RDL del 9 dicembre 1926 e alle successive norme tecniche del 13 marzo 1927, norme che prevedevano la concentrazione di tutte le competenze operative, nei casi di catastrofe, nel Ministero dei lavori pubblici, fece effettuare nel giro di pochissime ore il trasferimento di tutti gli uffici del Genio Civile, del personale tecnico, nella zona sinistrata, così come era previsto dal piano di intervento e dalle tabelle di mobilitazione che venivano periodicamente aggiornate.

Secondo le disposizioni di legge, sopra ricordate, nella stazione di Roma, su un binario morto, era sempre in sosta un treno speciale, completo di materiale di pronto intervento, munito di apparecchiature per demolizioni e quant'altro necessario per provvedere alle prime esigenze di soccorso e di assistenza alle popolazioni sinistrate.

Sul treno presero posto il Ministro, i tecnici e tutto il personale necessario. Destinazione: l'epicentro della catastrofe.

Naturalmente, come era uso in quei tempi, per tutto il periodo della ricostruzione, Araldo di Crollalanza non si allontanò mai dalla zona sinistrata, adattandosi a dormire in una vettura del treno speciale che si spostava, con il relativo ufficio tecnico da una stazione all'altra per seguire direttamente le opere di ricostruzione. I lavori iniziarono immediatamente.

Dopo aver assicurato gli attendamenti e la prima opera di assistenza, si provvide al tempestivo arrivo sul posto, con treni che avevano la precedenza assoluta di laterizi e di quant'altro necessario per la ricostruzioni. Furono incaricate numerose imprese edili che prontamente conversero sul posto, con tutta l'attrezzatura. Lavorando su schemi di progetti standard si poté dare inizio alla costruzione di casette a pian terreno di due o tre stanze anti-sismiche, particolarmente idonee a rischio. Contemporaneamente fu disposta anche la riparazione di migliaia di abitazioni ristrutturabili, in modo da riconsegnarle ai sinistrati prima dell'arrivo dell'inverno.

A soli tre mesi dal catastrofico sisma, e precisamente il 28 ottobre 1930, le prime case vennero consegnate alle popolazioni della Campania, della Lucania e della Puglia. Furono costruite 3.746 case e riparate 5.190 abitazioni. Mussolini salutò il suo Ministro dei Lavori Pubblici al termine della sua opera con queste parole:"Eccellenza Di Crollalanza, lo Stato italiano La ringrazia non per aver ricostruito in pochi mesi perché era Suo preciso dovere, ma la ringrazia per aver fatto risparmiare all'erario 500 mila lire.".

L'intervento complessivo, difatti era venuto anche a costare meno del previsto. Nonostante il breve tempo impiegato nel costruirle e nonostante i mezzi tecnologici relativamente antiquati di cui poteva disporre l'Italia del 1930, le palazzine edificate in questo periodo resistettero ad un altro importante terremoto che colpì la stessa area 50 anni dopo.

Roberto Libero Bianchi







PER SAPERNE DI PIU’………..

Leggi “ L’ uomo della provvidenza” di Filippo Giannini. E’ un libro della Lanterna : 




giovedì 25 agosto 2016

DA PARVUS A SOROS LA SOVVERSIONE DEI RE DI DENARI


Pochi conoscono oggi il nome di Parvus, la cui vera identità è Izrail' Lazarevič Gel'fand, colui che ha coniato il concetto di "rivoluzione permanente", poi attribuito a Trockij.

Parvus nacque da genitori ebrei a Berezino nel 1867, in Bielorussia; passò parte della gioventù a Odessa (nell'odierna Ucraina, dove si associò a circoli rivoluzionari ebraici del Bund).

Trasferitosi in Turchia e poi in Germania, svolse un ruolo importante con lo Stato Maggiore tedesco nel 1917 per fare rientrare Lenin in Russia sul "vagone piombato" che dalla Svizzera lo portò a San Pietroburgo, dove sotto la sua guida i bolscevichi fecero il famoso Colpo di Stato d'Ottobre (Oktjabr'skij perevorot, come lo chiamavano i russi dell'epoca).

Le due attività che Parvus svolse per tutta la vita furono lo speculatore internazionale e il rivoluzionario, specialità nelle quali eccelse al massimo grado. Il suo identikit attuale corrisponde in modo quasi perfetto con George Soros, che di nome fa György Schwartz, nato in Ungheria nel 1930 e anch'egli ebreo. Soros non solo ha tratto profitti stratosferici grazie alle sue attività di speculatore "illuminato" (nel 1992, per esempio, mise in ginocchio la sterlina inglese e la lira italiana), ma può essere considerato uno dei maggiori ideatori-finanziatori delle "rivoluzioni colorate" e "guerre umanitarie" che stanno mettendo a ferro e fuoco Medio Oriente ed Est Europa.

 È sempre lui che, dietro una spessa cortina fumogena di benefattore internazionale e filantropo, sostiene e foraggia l’esodo di immigrati (frutto delle guerre e del caos generato dall’Occidente) che sta scardinando il sistema sociale e l’identità dell’Europa. Speculatori e rivoluzionari al medesimo tempo, un apparente ossimoro che ricorre di continuo nella bimillenaria storia ebraica.

Reporter




PER SAPERNE DI PIU’….